Cerveteri

“Tra Caere e il mare”, l’archeologo ceretano Simone Grosso racconta Cerveteri oltre le necropoli





Domenica 23 agosto alle 21:30, nell’area archeologica della Grottaccia di Ladispoli, si svolgerà una conferenza dedicata alla vita degli abitanti di Caere e al loro rapporto con la costa. Dall’età del Ferro fino all’affermazione di Caere come potenza del Mediterraneo

di Giovanni Zucconi

Conferenza “Tra Caere e il mare”. L’intervista all’archeologo ceretano Simone Grosso che ci racconterà Cerveteri oltre le sue necropoli

Conferenza “Tra Caere e il mare”. L'archeologo ceretano Simone Grosso racconta Cerveteri oltre le necropoli

L’antica e potente città di Caere non è soltanto necropoli, tombe e templi. Per comprenderla compiutamente e per conoscere le sue origini, bisogna guardare anche verso la costa, ai suoi porti, alle anfore, ai commerci e ai relitti che raccontano una città capace di proiettarsi, da protagonista, nel Mediterraneo. È il percorso che Simone Grosso, archeologo di Cerveteri e ricercatore della Sapienza Università di Roma, ci proporrà domenica 23 agosto alle ore 21:30 nell’area archeologica della “Grottaccia”, in via Rapallo 14 a Ladispoli.

La sua conferenza, dal titolo “Tra Caere e il mare. Il territorio costiero tra età del Ferro e Arcaismo”, accompagnerà il pubblico dalle fasi più antiche della storia ceretana fino al momento in cui Caere divenne una delle grandi potenze del Mediterraneo.

Cresciuto a Valcanneto, Simone Grosso ha dedicato una parte importante dei suoi studi al territorio nel quale vive. Domenica ne mostrerà un volto meno conosciuto, lontano dalle solite necropoli e tombe etrusche. Utilizzando anche gli strumenti della topografia e le analisi in ambiente GIS. Una conferenza da non perdere per la sua originalità. E che sarà anche l’occasione per conoscere un giovane e promettente archeologo.

La conferenza è stata organizzata dal Gruppo Archeologico di Cerveteri-Ladispoli-Tarquinia (GACELATA), con il patrocinio del Comune di Ladispoli, e con la collaborazione e il supporto della “Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale”. I Volontari di GACELATA, da anni, curano, manutengono e valorizzano il sito archeologico della villa romana della “Grottaccia”, sotto la guida della “Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale”.

Quella che segue è l’intervista che l’archeologo Simone Grosso ci ha gentilmente concesso.

Lei è un archeologo di Cerveteri. Prima di parlare della conferenza, ci racconta come nasce il suo legame con questo territorio?

“È stato abbastanza naturale. La mia famiglia si è trasferita a Valcanneto quando ero ancora un ragazzino. Sono cresciuto in questa zona, tra Cerveteri e San Nicola, e quindi posso dire di essere cresciuto dentro questo territorio.”

Come sono cominciate le sue ricerche archeologiche?

“Per la tesi triennale ho svolto un lavoro di ricognizione nell’area compresa tra Ceri, Valcanneto e Selva la Rocca. Con la laurea magistrale, invece, mi sono occupato degli scavi della duchessa di Sermoneta, attraverso lo studio della documentazione d’archivio.”

Quale tema ha scelto di approfondire durante il dottorato?

“Ho studiato gli scavi condotti da Raniero Mengarelli nella necropoli di Cava della Pozzolana, a Cerveteri. In particolare, mi sono concentrato sulle sepolture dell’età del Ferro, quindi sulla fase villanoviana.”

Quel lavoro si è concluso con il dottorato oppure è proseguito?

“È proseguito. Ho ricomposto e riordinato la documentazione relativa a quasi 450 tombe, che non erano mai state pubblicate in maniera completa. Adesso sto lavorando alla loro edizione, che spero possa vedere presto la luce.”

Quali altri progetti di ricerca la impegnano oggi?

“Faccio parte dell’équipe della Sapienza che lavora a Pyrgi, diretta dalla professoressa Laura Maria Michetti. A breve ripartiranno gli scavi a Santa Severa e sarà anche un’occasione per invitare il pubblico a vedere il cantiere aperto. È sempre un’esperienza molto interessante.”

Sempre parlando del rapporto tra Caere e il mare, se non ricordo male lei ha pubblicato un articolo dove ipotizzava la localizzazione di uno dei tre porti di Caere: Alsium

“La localizzazione dell’approdo etrusco di Alsium è stata a lungo cercata tra il promontorio di Palo e la zona della cosiddetta villa di Pompeo, a San Nicola. Nel mio studio considero più probabile questa seconda ipotesi. Va però precisato che non esistono ancora prove archeologiche definitive, perché mancano scavi in grado di confermarla. Potrebbe trattarsi di un approdo più antico, non paragonabile a un porto come Pyrgi. Probabilmente ne parlerò anche durante la conferenza.”

Conferenza “Tra Caere e il mare”. L'archeologo ceretano Simone Grosso racconta Cerveteri oltre le necropoli

Veniamo alla conferenza di domenica. Quale sarà il filo conduttore?

“L’idea è ricostruire, attraverso un excursus, il modo in cui Cerveteri si è rapportata al mare nelle diverse fasi affrontate dalla conferenza. È un percorso che mette insieme la città e il suo territorio costiero, perché Ladispoli rappresenta, in un certo senso, il mare di fronte a Cerveteri. Partirò dall’età del Ferro, che è la fase che conosco meglio e alla quale ho dedicato gran parte dei miei studi. Da lì seguirò l’evoluzione di questo rapporto fino all’età arcaica, quando il porto di Pyrgi acquista importanza.”

Come ricostruirà il rapporto di Caere con il mare?

“Presenterò una lettura del territorio costiero, costruita attraverso ricerche di topografia e analisi del paesaggio. Mostrerò anche alcune elaborazioni che stiamo realizzando con tecnologie più avanzate, lavorando in ambiente GIS. Sono strumenti che oggi aprono nuove possibilità per lo studio del territorio antico.”

Da quale fase storica prenderà avvio il racconto e fino a dove arriverà?

“Partirò dalla protostoria, quindi da un periodo nel quale Cerveteri, di fatto, ancora non esisteva. Da lì seguirò lo sviluppo del territorio fino all’età arcaica, quando Caere divenne una delle più importanti potenze del Mediterraneo e il porto di Pyrgi assunse un ruolo sempre più rilevante.”

Conferenza “Tra Caere e il mare”. L'archeologo ceretano Simone Grosso racconta Cerveteri oltre le necropoli

Cerveteri è conosciuta soprattutto per le sue necropoli. Quale spazio avranno nella conferenza di domenica?

“Avranno uno spazio molto limitato, ed è proprio uno degli elementi che caratterizzeranno la conferenza. Probabilmente mostrerò l’immagine di qualche tomba, ma soltanto di passaggio. L’obiettivo sarà raccontare i vivi, non i morti. (sorridendo) Perché altrimenti sembra che questa gente muoia sempre. Al centro della conferenza ci sarà il modo in cui gli abitanti di Caere si confrontarono con il mare e si rapportarono alla costa. Questa volta proveremo a guardare Cerveteri da una prospettiva diversa, attraverso la vita dei suoi abitanti e il rapporto che avevano costruito con il territorio costiero.”