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“Serve un vero Pronto Soccorso e non un Primo soccorso”

Potere al Popolo di Ladispoli-Cerveteri interviene dopo la denuncia dell’associazione Donna sui tempi d’attesa per effettuare degli accertamenti al Poliambulatorio

“Serve un vero Pronto Soccorso e non un Primo soccorso” –

Riceviamo e pubblichiamo –

Abbiamo letto e condividiamo la giusta denuncia pubblica dell’Associazione culturale”Donna” che solleva il problema di cittadini e cittadine di Ladispoli, Cerveteri e del territorio circostante che per effettuare una visita specialistica presso il Poliambulatorio di Ladispoli devono aspettare mesi, se non anni.

Questo è chiaramente un problema che coinvolge non soltanto il nostro territorio ma l’intera regione Lazio ed anche altre regioni italiane ed è imputabile da una parte ad una carenza strutturale e generalizzata di strutture sanitarie adeguate e dall’altra all’ormai odiosa privatizzazione del servizio sanitario (Intramoenia) secondo la quale, se paghi, il giorno dopo effettui la visita o l’analisi specialistica, altrimenti ti metti in fila e aspetti mesi o anni.

E’ però evidente anche che non è possibile, come denuncia l’Associazione “Donna” che lo stesso accertamento medico prenotato nel Poliambulatorio di Ladispoli preveda un’attesa diversa e molto più lunga che non quella prevista nell’ospedale di Bracciano.

Entrambe le strutture fanno parte della Asl RM F e quindi dovrebbero e devono seguire stesse logiche e stesse priorità.

Ci associamo quindi alla denuncia dell’Associazione “Donna” e aggiungiamo che per tutelare al meglio la salute dei cittadini e delle cttadine di questo territorio sarebbe necessario:

  1. un vero Pronto Soccorso e non un Primo soccorso dove possono essere risolte soltanto problematiche di emergenza molto lievi;
  2. una reale ed adeguata organizzazione della Asl RM F per quanto riguarda l’utilizzo delle strutture esistenti e il sistema delle prenotazioni;
  3. inoltre il nostro progetto di fusione tra i comuni di Cerveteri e Ladispoli avrebbe come vantaggio anche quello di poter richiedere con più forza e contando sulle dimensioni del nuovo comune (80.000 abitanti) un servizio sanitario più adeguato alle necessità del territorio, armonizzando e valorizzando nell’immediato le strutture esistenti e progettando insieme alla regione e al ministero della sanità anche la costruzione di un nuovo ospedale.

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