di Angelo Alfani
Siamo oramai alla fine dell’anno.
Un anno che, a dispetto del numero, è stato per me assai problematico.
Poi pensi che c’è chi sta infinitamente peggio appena al di là del naso, per cui ringrazi ancora ancora una volta san Michele. Quando ci si avvicina al termine del tempo che ci è assegnato vivere, alla fine di un amore, a fine mese e così via andando, si prova a far pulizia, ad alleggerirci del superfluo.
In questo tentativo mal riuscito tra le tante scartoffie, appunti, lettere e calendari mi è rimasta tra le dita una fotocopia di un antico documento proveniente dall’Archivio storico, che desidero condividere con i miei concittadini. Si tratta di una cosi detta rubrichella relativa alla dichiarazione di avvenuto pagamento per l’accomodamento dell’orologio.
In realtà sono due dichiarazioni: una del diciotto Gennaio 1687 dell’orologiaio, l’altra sempre del mese di Gennaio del 1689.
Riporto quanto sono riuscito a decriptare dal testo, lasciando ad altri , certamente più pazienti, il compito di decodificare il tutto.
“Io infrascrivo c’ho ricevuto dalla Comunità ,dalle mani del Signor auditore del Signore Marchese Ruspoli undicci monete quale per ultimo e finale pagamento della Comunità dell’orologio da me accomodato alla detta Comunità dei l’anno passato de qualli me chiamo contento e sodisfatto..finale in fede di’ 18 dico diciotto Gennaro 1687”.
Gioseppe ….

Il secondo testo e’ ancora più ostico e dovrebbe trattarsi della presa d’atto dell’ avvenuta conclusione della operazione, oppure di un nuovo contratto:altri volenterosi si faranno carico di rendere giustizia al testo.
Questa mia ennesima intrusione vuole evidenziare quanto segue: il valore fondante dei documenti antichi( portati inopinatamente a Colleferro quindi lontano dall’attenzioni, cure dei diretti interessati)per parlare dell’oggi; che la retorica su come eravamo lascia il tempo che trova se non è sostanziata da azioni conseguenti.
Reliquie di un tempo lontanissimo, apparentemente di poco valore ma che sostanziano invece quale valore ,circa cinquecento anni fa, si attribuiva alle cose pubbliche.
Confesso che non ho grande passione per l’orologio di cui ogni tot anni si parla e per il quale sembra si siano trovati fondi per ridargli la carica. Non mi appassiona. Comunque ben vengano i quattrini e che si sistemi il tutto.
A tal proposito ne approfitto per augurarci che un meticoloso aggiustatore di orologi rimetta in movimento la mia Comunità dopo troppi anni di attesa.
Auguri cervetrani, ne abbiamo tutti bisogno.









