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Ristoranti al chiuso e se piove? Tra tolleranza e rispetto delle regole una risposta chiara ancora non c’è

Per il ministro Lamorgese e il portavoce dell’associazione nazionale funzoinari di Polizia, Lacquaniti, va usato il buonsenso

Ristoranti al chiuso e se piove? Tra tolleranza e rispetto delle regole una risposta chiara ancora non c’è –

Con il primo week end di aperture anche serali per i ristoranti, ma solo all’aperto, i problemi che le condizioni meteo possono generare sono state servite letteralmente sul piatto.

Ristoranti al chiuso e se piove? Tra tolleranza e rispetto delle regole una risposta chiara ancora non c'è
Ristoranti al chiuso e se piove? Tra tolleranza e rispetto delle regole una risposta chiara ancora non c’èRistoranti al chiuso e se piove? Tra tolleranza e rispetto delle regole una risposta chiara ancora non c’è

La pioggia e il cattivo tempo hanno rovinato quello che per molti poteva significare uno spiraglio in fondo al tunnel.

Diverse le disdette da parte di chi si sarebbe voluto godere un bel pranzo in riva al mare.

In altri casi invece la pioggia ha colpito proprio durante il pasto mettendo in crisi da un lato i clienti e dall’altro lato i ristoratori. Che fare? Come continuare a garantire il servizio?

Proprio nell’ultimo fine settimana alcuni ristoratori hanno deciso di far proseguire il pasto all’interno dei locali e in alcuni casi durante i controlli delle forze dell’ordine sono scattate le sanzioni e la chiusura per cinque giorni.

Ma cosa dice la regola? In realtà una regola vera e propria non c’è. Bisognerebbe utilizzare il buonsenso come spiegato dal ministro dell’interno Luciana Lamorgese.

A ribadirlo è stato anche il capo della Polizia Lamberto Giannini quando ha spiegato che “stiamo affrontando una popolazione di 60 milioni di persone che da più di un anno è come una molla iper compressa. Il nostro compito – ha detto – è evitare che il rilascio della molla avvenga tutto insieme”.

Dal canto suo il portavoce dell’associazione nazionale funzionari di Polizia, Girolamo Laquaniti, ha spiegato che “le situazioni vanno analizzate caso per caso”.

“Se sto mangiando fuori e sono sorpreso dall’acquazzone ed entro nel ristorante per ripararmi è facile immaginare che qualsiasi poliziotto venga a fare un controllo in quel momento, manifesti maggiore tolleranza. E’ una questione di buonsenso”.

“Ma si tratta di casi veramente emergenziali che vanno valutati in maniera intelligente. Consentire a tutti di far entrare i clienti a mangiare vorrebbe dire discriminare chi è ancora chiuso perché non ha spazi all’esterno. E questo non è possibile”.

(torna a baraondanews)

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