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Raccolta differenziata: le differenze tra Cerveteri e Ladispoli

Raccolta differenziata: le differenze tra Cerveteri e Ladispoli

di Giovanni Zucconi

Nelle ultime settimane, abbiamo intervistato i responsabili delle politiche sulle raccolte differenziate dei rifiuti nei Comuni di Cerveteri e di Ladispoli. Due Amministrazioni di segno opposto, e due territori di natura e di complessità diverse. Ma con problemi sostanzialmente simili per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti. E con soluzioni quasi sempre simili, anche se con approcci spesso abbastanza diversi.

In tutte e due le cittadine, i problemi sono sostanzialmente due. Anche se si manifestano in gradi e modalità diverse. Sia la Sindaca Elena Gubetti, che l’Assessore Marco Pierini devono contrastare l’abbandono dei rifiuti e il conferimento di una differenziata “sporca”, e quindi poco pregiata per le società di riciclaggio. Per quanto riguarda la percentuale di differenziata, Cerveteri si trova attualmente davanti a Ladispoli. Con un 78% contro un 73%.

Cominciamo con il trattare il tema dell’abbandono dei rifiuti. Apparentemente il problema è simmetrico tra Ladispoli e Cerveteri. Nell’area della città, gli abbandoni non hanno un peso rilevante, mentre il problema si fa fortemente sentire nelle frazioni e nelle campagne. Ma con una differenza sostanziale se non ho una percezione sbagliata. I problemi che si evidenziano a Marina di San Nicola sono significativamente minori di quelli registrati a Marina di Cerveteri. Eppure, le due frazioni condividono la stessa natura di località che in estate accolgono migliaia di villeggianti e di proprietari di seconde case. Forse a Marina di San Nicola ci sono maggiori controlli? Non direi, visto che a Ladispoli non è mai stata installata ancora nessuna fototrappola. Mentre a Cerveteri, sono installate da tempo. Agli analisti più bravi di me, il compito di trovare una spiegazione. Mentre, per quanto riguarda le campagne, da quello che ho capito, il problema si manifesta nelle due località senza sostanziali differenze.

Proviamo a guardare meglio dentro il tema dell’abbandono dei rifiuti. Siamo sicuri che Cerveteri e Ladispoli si trovino nelle stesse condizioni? È indubbio che il territorio di Cerveteri sia più esteso e più complesso. Ma non mi voglio soffermare su questo, perché non saprei bene come quantificare il peso di questa differenza. Ma sicuramente i due paesi non si trovano attualmente nelle stesse condizioni. Per due fattori importanti: a Ladispoli non è ancora partita la TARIP, e c’è una diversa gestione dei condomìni nelle due città. A Cerveteri non sono previsti, per quanto mi risulta, i cosiddetti carrellati. I secchioni, tanto per intenderci. Ma ogni condomino ha un suo set di mastelli personali.

Cosa significa questo? La TARIP, purtroppo, incentiva i meno virtuosi, o i più zozzoni, usando termini diversi, ad abbandonare i rifiuti, o a mettere l’indifferenziata dentro gli altri mastelli. È proprio quello che teme l’Assessore Pierini. Che a gennaio il fenomeno degli abbandoni possa aumentare.

Un analogo impatto si ha per l’uso dei secchioni. A Ladispoli, se un condòmino non è in regola con la tassa sui rifiuti, perché per esempio ha un contratto di affitto in nero, non deve fare altro che buttare la sua spazzatura nei secchioni condominiali. A Cerveteri, invece, non avrà alternative ad abbandonare i suoi sacchetti da qualche parte.

Raccolta differenziata: le differenze tra Cerveteri e Ladispoli
Raccolta differenziata: le differenze tra Cerveteri e Ladispoli

Se invece porgiamo l’attenzione sul problema della raccolta differenziata “sporca”, è indubbio che, al contrario, i secchioni favoriscono, nell’anonimato, il rischio che il solito inquilino poco virtuoso butti nel secchione “sbagliato” la propria immondizia, o la differenzi con poca cura. Quindi, a Ladispoli, anche questo fenomeno potrebbe accentuarsi.

Ricapitoliamo: a Ladispoli, apparentemente, la situazione è meno problematica. Soprattutto nella frazione marina. Ma ancora deve essere introdotta la TARIP. Da sottolineare che, se le cose non cambieranno in futuro, l’impatto in termini di risparmi dell’introduzione della TARIP a Marina di San Nicola sarà presumibilmente prossimo allo zero. Infatti, in quella frazione, la distribuzione dei mastelli che permettono il calcolo della TARIP ha attualmente percentuali molto basse. Inoltre, per le diverse procedure previste per la raccolta nei condomìni di Ladispoli, si avrà come conseguenza che i partecipanti saranno probabilmente meno impattati dagli eventuali risparmi in caso di una loro differenziata virtuosa, rispetto ai “colleghi” di Cerveteri. Che possono dimostrare singolarmente la loro bravura nell’eseguire la raccolta differenziata, senza correre il rischio che la loro correttezza venga vanificata da un singolo condomino poco attento. Quindi, a regime, ci sarà da aspettarsi un maggiore quota di risparmi complessivi sulle bollette a Cerveteri, che non a Ladispoli.

Raccolta differenziata: le differenze tra Cerveteri e Ladispoli

Detto questo, passiamo a come, nelle due città si pensa di contrastare i due fenomeni dell’abbandono e della raccolta sporca. Anche in questo campo troviamo delle differenze, soprattutto in prospettiva. Vediamo i provvedimenti in cantiere. A Ladispoli, a breve, cominceranno ad installare le fototrappole. Strumenti apparentemente risolutivi e richiesti a gran voce. Ma, da quanto emerso dall’esperienza di Cerveteri, sono spesso solo un limitato deterrente. Come ci raccontava la Gubetti, una volta tolte le fototrappole da una zona, dopo poco gli abbandoni riprendono. E, soprattutto, sono assolutamente inefficaci per gli abbandoni fatti da persone a piedi e quindi non facilmente identificabili. Vediamo se a Ladispoli avranno più successo.

Poi ci sono i controlli. Ed è qui che emerge la differenza forse più grande dell’approccio tra Ladispoli e Cerveteri. A mio parere, ma posso essere smentito, Ladispoli punta molto di più sui controlli rispetto a Cerveteri, e crede molto di più nell’efficacia delle multe ai trasgressori. O per lo meno sembra puntarci con maggiore decisione. Soprattutto con l’istituzione dell’ispettore ambientale, dedicato a tempo pieno solo a questa funzione, che mi sembra un’ottima soluzione. Ma non è tutto. Quello che mi ha colpito nell’intervista all’Assessore Pierini è la determinazione nel perseguire e infliggere le multe ai trasgressori. Alla mia obiezione sulla facilità di opporsi alle multe, per la difficoltà di produrre prove certe del reato, mi ha opposto la disarmante risposta: “ma se continuo a multarti, e tu ad opporti, prima o poi ti stancherai di dover seguire i vari processi. E prima o poi ti convincerai che ti conviene differenziare bene, piuttosto di andare regolarmente davanti al giudice”.

Un’ultima soluzione proposta dal Comune di Ladispoli, e per il momento bocciata da quello di Cerveteri, è l’adozione delle cosiddette isole ecologiche computerizzate. Su queste non mi pronuncio. A tavolino sembra una buona idea, soprattutto per gestire i proprietari delle seconde case che non risiedono stabilmente. Ma trovo ragionevole anche l’obiezione della Gubetti che ricorda che, a Cerveteri e non solo, mettere un cassonetto, computerizzato o no, vuole dire creare un luogo di inevitabili abbandoni. Vediamo come andrà la sperimentazione a Ladispoli. Se dovesse dare buoni risultati, sarebbe un’opzione da considerare anche a Cerveteri.

Per chiudere voglio riportare una proposta che non compariva, per mancanza di spazio nell’intervista a Pierini. Partiva dall’osservazione che Cerveteri e Ladispoli sono due città vicine, e con problematiche spesso simili per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. L’Assessore proponeva di studiare servizi in comune per la raccolta differenziata. Sulla stessa linea di quanto fatto in passato, con ottimi risultati, sul fronte dei trasporti. Introdurre sinergie, e fare massa critica verso il mercato e le Amministrazioni superiori, non potrebbe che portare buoni risultati e benefici per tutti. Lo so che è un argomento scivoloso, ma sarebbe bene che, su questo, le due Amministrazioni comunali si cominciassero a confrontare.

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