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PD Ladispoli, intervista a Silvia Marongiu candidata all’assemblea nazionale

PD Ladispoli, intervista a Silvia Marongiu candidata all’assemblea nazionale – Riceviamo e pubblichiamo:

In questa breve intervista non ho chiesto a Silvia Marongiu le ragioni che l’hanno spinta ad accettare la candidatura all’Assemblea Nazionale del PD nella lista Piazza Grande di Nicola Zingaretti aspirante alla carica di Segretario. Il focus è stato il ruolo delle donne in politica nel panorama progressista italiano e il contrasto alla misoginia strisciante che però a ondate si palesa apertamente negli intendimenti della compagine governativa, e in episodi che tengono banco anche per connotati di pura e gratuita volgarità. Domando a Silvia Marongiu: Grazie alla massiccia discesa in campo delle donne negli USA, il Partito Democratico ha riconquistato al Congresso il ramo più importante: la Camera dei Rappresentanti. Non è stata solo una risposta al “trumpismo” ad innescare la miccia, ma anche una voglia genuina di contare, di elaborare progetti e strategie oltre lo specifico .Una vera e propria rivoluzione, inedita, sorprendente alla luce del gran numero di elette. Elette portatrici di culture e radici diverse come specchio della moderna società statunitense. E in Italia? Salvo rare eccezioni le donne in politica appaiono da sempre come gregarie, preziose consigliere, forse, ma in primo piano solo su delega. Che ruolo avrà il femminile nel PD se Piazza Grande sfonda?

Risponde Silvia Marongiu: “In questi ultimi mesi sentiamo parlare spesso di Alexandria Ocasio-Cortez superstar. Anzi di più: supereroina dei fumetti. La casa editrice Devil’s Due Comics ha infatti annunciato la pubblicazione per il prossimo 15 maggio di un’antologia interamente dedicata alla più giovane deputata mai eletta al Congresso. Ormai già tutti la considerano il volto nuovo dei democratici, la ventinovenne arrivata dal Bronx che dopo aver sbaragliato alle primarie è oggi considerata la nuova paladina dell’ambiente soprattutto grazie a quel Green New Deal che ha presentato nelle scorse settimane, un programma economico e fiscale teso a spingere gli Stati Uniti verso fonti di energia rinnovabile entro 10 anni tagliando completamente le emissioni dei gas serra. Alexandria Ocasio-Cortez interviene in diverse occasioni facendo valere il suo background sociale: «Io ho lavorato per le mance, nella vita, e non ho avuto bisogno di farmi spiegare di seconda mano com’è la vita di un salariato, e posso dire che la maggior parte delle persone vuole essere pagata abbastanza per vivere», ha scritto su Twitter. «Uno stipendio dignitoso non è un regalo, è un diritto. I lavoratori sono spesso pagati meno del valore che producono». Per tornare al panorama nazionale – continua Silvia Marongiu – il nostro Paese  per avere un ministro donna – il primo della Repubblica – ha dovuto attendere fino al 1976 con l‘ingresso di Tina Anselmi al Ministero del lavoro e previdenza sociale,  si spera che si riesca a superare la cultura di diffidenza che ancora si avverte relativamente alla discesa in campo delle donne e che non può essere tollerata in una nazione che pone la democrazia alla base della sua stessa Costituzione. Come sostiene Zingaretti “ Il PD deve parlare anche Donna “ e credo che abbiamo bisogno di un partito in cui si rivendichi il nostro ruolo, in cui l’identità di genere sia perno per una nuova politica. Bisogna abbattere il soffitto di cristallo e gli ostacoli alla carriera delle donne ed avere una maggiore rappresentanza ai vertici politici, istituzionali e di potere. Come dichiara Serena Santagata, docente universitaria presso la Scuola internazionale di dottorato in Formazione della persona e mercato del lavoro: ”È l’universo femminile in primis che deve promuovere il cambiamento, al fine di ottenere e mantenere un ruolo centrale in ogni settore Il fatto che ci sia una donna a coordinare un circolo o a guidare una Nazione non deve essere considerato un evento eccezionale, ma una consuetudine, una realtà normale e consolidata. Una donna deve sapere di poter essere protagonista della vita politica, della vita professionale, della vita sociale e della vita familiare, e deve poter aspirare a questo sin dall‘infanzia, senza limite o preconcetto alcuno. “Se si porterà avanti tutto ciò, la collettività intera ne risulterà certamente migliorata.”

PD Ladispoli, intervista a Silvia Marongiu candidata all'assemblea nazionale
PD Ladispoli, intervista a Silvia Marongiu candidata all’assemblea nazionale

Come si pone Piazza Grande a fronte del “famigerato” Decreto Pillon e azioni connesse?

“Il Partito Democratico respinge il decreto Pillon in quanto mira a sovvertire l’attuale diritto di famiglia e ad eliminare le tutele per donne e minori, frutto di decenni di interventi legislativi e giurisprudenziali consapevoli dei bisogni emotivi e sociali di questi ultimi, tentando di riportare il nostro paese indietro nel tempo. Io sono vicina alla posizione della senatrice Monica Cirinna’ secondo la quale  “il diritto di famiglia italiano non si tocca. Non si torna al medioevo, non si torna a pericolosi disegni di legge che rinchiudono le donne dentro casa e che rendono la separazione sempre piu’ difficile”. L’altra sera, a Roma, si è riunita Piazza Grande FEMMINISTA : tante donne scese in campo perché l’attacco ai nostri diritti è senza precedenti. Per fermare il progetto Contro le donne, molte di noi hanno scelto di sostenere Zingaretti perché rappresenta una concreta possibilità di fermare la deriva medievale delle destre.  Questi – conclude Silvia Marongiu –  sono alcuni dei punti su cui  ci si impegna e per i quali anche io voglio presidiare con azioni concrete:

– la libera scelta e l’autodeterminazione delle donne;

– garantire l’accesso alla 194 per non tornare all’aborto clandestino;

– bloccare la truffa dell’alienazione parentale che toglie i figli alle madri;

–  fermare il DdlPillon e garantire il diritto al divorzio;

– contrastare ogni proposta che rende legale la violenza domestica;

– rifiutare il ruolo di moglie e madre sottomessa ed ubbidiente;

– dare pari opportunità sul lavoro e pari salari alle donne;

– far emergere le molestie sul lavoro e cambiare i rapporti di potere tra i sessi;

– costruire gli strumenti per una vera bi-genitorialità.#oraledonne” 

Carla Zironi

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