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Omicidio Mollicone, mamma Marina e papà Valerio a Cassino per la lettura della sentenza

I genitori di Marco Vannini al fianco della famiglia di Serena Mollicone: “Doveroso venire qui oggi”

Omicidio Mollicone, mamma Marina e papà Valerio a Cassino per la lettura della sentenza –

“Era una ragazza di 18 anni come Marco ne aveva 20 ed è stata uccisa in modo crudele come nostro figlio Marco”. A parlare è Marina Conte, mamma di Marco Vannini, il giovane di appena 20 anni ucciso dal colpo d’arma da fuoco sparato nella villetta della famiglia Ciontoli a Ladispoli.

Marina e Valerio sono a Cassino, in tribunale, per stare al fianco di Serena e della sua famiglia nel giorno della lettura della sentenza.

“So che durante la requisitoria sono stati fatti molti paragoni tra Serena e Marco”, ha proseguito Marina.

“Serena oggi qui non ha il papà che si è battuto come un leone e quindi volevamo stare vicino a una persona che si è battuta come noi, che non ha avuto paura di niente e nessuno”.

“Era doveroso per noi venire qui oggi”, ha aggiunto Valerio Vannini. “All’epoca non seguivamo i fatti di cronaca come quello di Serena, ma quando abbiamo sentito al telegiornale la notizia, ci è entrata nel cuore”.

LA SENTENZA MOLLICONE

Alla fine però i giudici hanno deciso: assolti tutti i cinque imputati per l’omicidio di Serena Mollicone trovata morta i primi di giugno del 2001 per non aver commesso il fatto.

Della morte della 18enne erano stati accusati i coniugi Mottola e il figlio Marco. Assolti anche Vincenzo Quatrale, all’epoca vice maresciallo e accusato di concorso esterno, e l’appuntato Francesco Suprano, a cui era contestato il favoreggiamento, perché “il fatto non sussiste”.

La Procura di Cassino aveva chiesto una condanna a 30 anni di reclusione per l’ex maresciallo Franco Mottola, all’epoca dei fatti comandante della stazione di Arce, in provincia di Frosinone, 24 anni per il figlio Marco, 21 anni per la moglie Anna Maria, accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

I tre si sono sempre professati innocenti ed erano accusati perché, secondo le ricostruzioni dell’accusa, la ragazza sarebbe stata aggredita nella caserma dei Carabinieri del paese ciociaro, guidato all’epoca dal maresciallo Mottola. 

IL FATTO

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il primo giugno 2001, quando Serena Mollicone sparì da Arce, era entrata nella caserma per recuperare alcuni libri che aveva lasciato nell’auto di Marco Mottola che le aveva dato un passaggio.

Sempre secondo l’accusa la ragazza avrebbe discusso con il figlio del maresciallo, che le avrebbe fatto sbattere la testa contro la porta di un alloggio in uso alla famiglia del maresciallo. Pensando che la ragazza fosse morta (aveva perso i sensi) i Mottola l’avrebbero portata in un boschetto ad Anitrella e dopo che si resero conto che era ancora viva l’avrebbero soffocata con un sacchetto di plastica.

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