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Niente Spartan Race a Cerveteri nel 2024, Paoni: “Ci sono state delle incomprensioni e serve una programmazione”





Andrea Paoni, il Delegato del Comune di Cerveteri ai Grandi Eventi Sportivi e alla Consulta dello Sport: “Spesso facciamo eventi che rimangono nella storia di Cerveteri. Io vorrei che rimanessero tutti gli anni. Non nella Storia”

Paoni:Ogni tanto mi prendo le strillate per quello che dico. Ma io non riesco ad andare sempre avanti con il paraocchi, e a fare la parte. Se c’è una cosa che non va, lo devo dire…

di Giovanni Zucconi

Direi che questa potrebbe essere il giusto incipit dell’interessante intervista che ci ha concesso Andrea Paoni, il Delegato del Comune di Cerveteri ai Grandi Eventi Sportivi e alla Consulta dello Sport. Un’intervista finalmente non solamente celebrativa. Non della serie “quanto siamo bravi, e quanto sono bravi i nostri atleti di punta.” Perché dello Sport a Cerveteri, e non solo a Cerveteri, fateci caso, si parla praticamente sempre e solo in termini celebrativi.

Come se lo Sport esistesse solo quando si ha qualcosa da festeggiare. Ma con questo tipo di informazione non può emergere quello che c’è veramente dietro. Non può emergere il tanto bene, come la bravura dei preparatori che operano sul territorio. E non può emergere il male, come la cronica mancanza di adeguate infrastrutture sportive. O la mancanza di una reale programmazione degli eventi importanti. Ammetto che era sfuggito anche a me che non ci fosse un assessore con la delega allo Sport.

Cerveteri può vantare ben 118 eccellenze sportive che si sono fatte valere nel Lazio, in Italia e nel mondo. Segno di una vitalità e di una base che, nonostante i limiti in cui è costretta ad operare, è capace di emergere e di ottenere grandi risultati. È un mondo che non va celebrato una volta l’anno, ma che andrebbe inserito in un progetto di crescita e di investimenti. Come ci ha detto Paoni nell’intervista: “Spesso facciamo eventi che rimangono nella storia di Cerveteri. Io vorrei che rimanessero tutti gli anni. Non nella Storia.”

Ormai la Spartan Race si è conclusa già da un po’ di tempo, e ne è stato già parlato e scritto in abbondanza. Ma una domanda su questa manifestazione la vorrei fare. In un recente intervento pubblico, il Direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia ha garbatamente dichiarato che, anche alla luce di quanto avvenuto durante la Spartan Race, non darà più l’autorizzazione a che si effettuino di nuovo manifestazioni di questo tipo nelle nostre aree archeologiche. Lei cosa ne pensa?

 “Più di un anno e mezzo fa contattai il management della Spartan Race, perché avevo saputo che era saltata la gara che dovevano organizzare ad Orte. Il loro Country Manager ha accettato il mio invito, ed è stato molto colpito dalla Necropoli. È stato molto affascinato da questo contesto, e ci ha dato il via libera. I percorsi per le gare li hanno scelti loro. Il dissenso da parte del Direttore del Parco è probabilmente dovuto al fatto che, a livello comunicativo, ci sono state molte carenze da parte nostra. Da parte dell’Amministrazione di Cerveteri. Lui è stato avvisato molto tardi.”

Quindi non si aspettava quello che poi sarebbe effettivamente successo? A causa delle carenti comunicazioni, come dice lei, ha in qualche modo sottovaluto gli impatti della gara?

“Si, esatto. Ma l’hanno sottovalutato un po’ tutti. Ne approfitto per fare un’ammonizione nei confronti dell’Amministrazione. Che ha cominciato a darmi veramente retta solo verso fine ottobre. Quando ormai mancavano venti giorni alla gara. C’era un mare di cose da mettere in piedi. E nonostante mi coordinassi con il direttore e della logistica di gara, Nikolas Morcone, un ragazzo abituato alle situazioni critiche, e a trovare una soluzione ad ogni problema, io ad un certo punto ho detto che non ce la facevo più a stare dietro a tutto. C’erano da definire tante cose: decidere se su una strada si poteva passare o no, sapere a chi apparteneva un determinato terreno, quanta corrente serviva e dove, quanta acqua serviva e dove…”

Poi le hanno dato retta

“Si, dopo una mia “sfuriata” hanno capito e abbiamo fatto tutto. Ma è stato tutto un rincorrere.Ho vuto un grosso aiuto da parte di Federico Salamone e Luca Paolangeli che ringrazio. Anche la Soprintendenza ha dato il permesso solo quattro giorni prima della gara. Avevamo un OK informale, ma non avrebbero fatto partire le gare senza una risposta scritta. Questo anche per ribadire il fatto che probabilmente il Direttore del Parco Archeologico è stato avvisato tardi.”

Nonostante tutto questo che ha raccontato, indubbiamente la manifestazione è riuscita benissimo

“Si, quelli della Spartan Race sono macchine da guerra. Lo sapevo che avrebbero fatto centro. E la città ha risposto più che bene.”

Crede che potremo organizzare anche l’anno prossimo, a Cerveteri, una nuova edizione della Spartan Race?

“Credo che quella di quest’anno sia stata la prima e l’ultima edizione. Ci sono state delle incomprensioni tra di loro e l’Amministrazione. Poi sono andati avanti lo stesso perché avevano venduto più di 3.000 biglietti, ma i rapporti si sono naturalmente raffreddati”.

E non potremmo stanziare questi soldi e organizzare una seconda edizione? Sarebbe un peccato non poterla ripetere

“Mi hanno dato come data ultima il 31 dicembre per pianificare l’evento per il 2024. Ma purtroppo in Comune si pensano molte cose, ma manca una vera programmazione. Che ti permetta di pianificare per tempo le cose da fare, e ti eviti di fare tutto di corsa all’ultimo momento. Le volontà ci sono, e la Gubetti è una bravissima persona, e molto seria. Ma non mi sento di dire che ha una squadra solida che la supporta.”

Cerveteri quindi per lei non è pronta per ospitare i grandi eventi?

“Questa volta ce la siamo cavata perché loro erano bravi. Hanno un format consolidato che coinvolge sei milioni di atleti in tutto il mondo. Se fosse dipeso solo da noi, direi di no. E la cosa mi sorprende, perché di grandi eventi ne sono stati organizzati molti durante questi anni a Cerveteri. Ma sembra che manchi ancora una sorta di protocollo su come muoversi.”

Cambiamo argomento. Come procede il lavoro della consulta?

“Direi bene. Abbiamo organizzato già 2 eventi importanti, uno all’inizio e uno alla fine dell’anno. Al momento ci stiamo confrontando con l’amministrazione per ottenere fondi utili a realizzare la tessera dello sport”.

Infatti, nei giorni scorsi abbiamo assistito alla cerimonia della premiazione delle 118 eccellenze dello sport di Cerveteri. Non sono veramente tanti questi talenti per una città come la nostra?

“Si, sono tanti. Ma anche qui faccio una riflessione. Cerveteri è oggettivamente carente per quanto riguarda le strutture sportive. Ha praticamente solo il campo Galli come struttura comunale. E nonostante questo abbiamo tantissimi talenti. Ma questo un po’ mi fa rabbia. Penso a tanti nostri talenti, e a quanto potrebbero tirare fuori di più se disponessero di strutture adeguate ad allenarsi meglio.”

Come se lo spiega la presenza di tutti questi talenti di livello, nonostante tutto?

“Sicuramente abbiamo tanti bravi istruttori.”

Ma se non ci sono strutture, loro dove allenano i loro atleti?

“Tanti si appoggiano alle scuole. Quasi tutti sono appoggiati alle scuole.”

Quindi gli istruttori di Cerveteri in gran parte utilizzano le palestre delle scuole e, nonostante questa limitazione, tirano fuori 118 talenti a livello regionale, nazionale, o mondiale

“Questo accade anche perché, negli anni, Cerveteri è diventata una succursale di Roma. In senso buono intendo. Quindi c’è un bacino più ampio che si è spostato su questo territorio. E quindi statisticamente è più facile che si manifestino più talenti.”

Cerveteri senza Spartan Race nel 2024, Paoni: "Manca una vera programmazione"

L’evento è comunque servito a fare emergere quanti talenti sportivi ci sono nel nostro territorio

“L’evento è stato effettivamente importantissimo ma, a mio parere, non è sufficiente. Quell’evento dovrebbe essere la ciliegina sulla torta di un qualcosa di strutturato e solido che c’è alle spalle. Con Roberta Mariani, la presidentessa della Consulta dello Sport, ne parliamo spesso di questa cosa. Ci sono persone che non sanno neanche che tipi di sport si praticano a Cerveteri. Chi li fa, e dove si fanno. Quando l’anno scorso ho organizzato “Sport in piazza”, c’erano delle mamme che non sapevano che a Cerveteri si può praticare la scherma. Abbiamo una scuola di scherma, che fa anche dei buoni risultati. Eppure, quasi nessuno lo sa. Come anche per la danza aerea. Manca la sensibilizzazione, e una cultura dello sport che puoi ottenere anche con grandi eventi sportivi come la Spartan Race.”

Chi è l’Assessore allo Sport, a Cerveteri?

“Non c’è. Credo che sia eloquente la situazione. Non è mai stata data la delega allo Sport. La Gubetti si è tenuta la delega. Io più volte gli ho detto che non ce la può fare a seguire tutto. Ci vuole una persona dedicata.”

Oltre a lavorare per riportare a Cerveteri la Spartan Race, ha qualche altro progetto importante nel cassetto?

“Un sogno che ho, ma è molto complicato, è quello di portare l’Ironman a Cerveteri. Questa è un’anteprima. Non ne ho ancora nemmeno parlato con la Gubetti.”

Cos’è esattamente l’Ironman?

“l’Ironman è un triathlon che comprende nuoto, corsa e bici. Prevede 3,3 Km a nuoto, 180 Km in bicicletta e 42,250 Km. È una roba per pochi, fuori dal comune. Prevede una preparazione allucinante. Parliamo di 12 o 13 ore di gara.”

Sarebbe interessante organizzarne un’edizione a Cerveteri

“Purtroppo, c’è un problema strutturale. Bisogna organizzare un percorso di 180 Km in bici. Bisogna necessariamente coinvolgere più Comuni. In modo che si possano individuare le strade adatte. C’è bisogno di una sinergia importante. E’ un sogno difficile da realizzare, ma ci voglio provare”