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Ladispoli, la mareggiata spazza via gli stabilimenti balneari

L’acqua alta trascina via la prima fila degli ombrelloni e porta in spiaggia rifiuti di ogni tipo

Ladispoli, la mareggiata spazza via gli stabilimenti balneari –

Prima il lockdown, poi le disposizioni in materia di sicurezza e prevenzione per il contrasto del diffondersi del coronavirus. Ora anche la natura.

Ladispoli, la mareggiata spazza via gli stabilimenti balneari
Ladispoli, la mareggiata spazza via gli stabilimenti balneari

La stagione balneare 2020 fatica seriamente a partire, con i gestori degli stabilimenti balneari chiamati a uno sforzo sovraumano per non annegare nella disperazione.

La chiusura disposta per prevenire il diffondersi del coronavirus aveva causato già notevoli danni economici a tutta la categoria, per mesi in attesa di conoscere le proprie sorti e con una stagione balneare iniziata in ritardo rispetto agli anni precedenti.

Poi le disposizioni in materia di prevenzione che hanno notevolmente ridotto il numero di ombrelloni all’interno degli stabilimenti balneari, causando una perdita notevole (anche oltre il 40%) dal punto di vista economico ai gestori che non potranno contare, nella maggior parte dei casi nemmeno sulle vacanze “mordi e fuggi” del fine settimana a causa dei posti limitati all’interno delle proprie strutture.

E ora, a complicare ulteriormente una situazione già notevolmente difficile che di certo non porterà le strutture a chiudere positivamente la stagione balneare, c’è il problema delle mareggiate e dell’erosione.

Il mare avanza inesorabilmente, riducendo sempre di più il pezzo di spiaggia a disposizione anche da parte degli stabilimenti.

Un mare che nella notte ha causato notevoli danni alle strutture del territorio. Da Fiumicino a Santa Marinella, passando per Ladispoli lo scenario che si è presentato davanti agli occhi dei gestori degli stabilimenti, questa mattina era lo stesso: la mareggiata ha raggiunto le prime file degli ombrelloni, provocando danni alle strutture, anche alle torrette dei bagnini e portando con sè, a riva, quantità enormi di rifiuti.

E ora gli stabilimenti sono al punto di partenza: è tutto da rifare. Dalla pulizia delle spiagge (con la gestione dei rifiuti presenti sugli arenili di incerta competenza, per i gestori: chi se ne deve occupare?) fino alla risistemazione degli ombrelloni per poter riaprire in sicurezza le attività non appena il sole decida di tornare a fare capolino.

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