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Ladispoli, chiusura Sportello Antiviolenza. UDI-ADM: “Per gli assessori notizia priva di fondamento ma è ancora chiuso”

Ladispoli, chiusura Sportello Antiviolenza. UDI-ADM: “Per gli assessori notizia priva di fondamento ma è ancora chiuso” –

Ladispoli, chiusura Sportello Antiviolenza. UDI-ADM: “Per gli assessori notizia priva di fondamento ma è ancora chiuso”

“Quando il 29 dicembre gli Assessori alle politiche sociali di Cerveteri e Ladispoli ci hanno rassicurato che lo Sportello Antiviolenza aperto dal 2013 presso la Casa della Salute non era a rischio chiusura abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Ma non è durato molto!”

Lo dichiara in una nota l’UDI – Gruppo Nilde Iotti Cerveteri Ladispoli – Associazione Donne in Movimento, affermando inoltre:

“A tutt’oggi l’attività è sospesa, non solo: né al Pit né nelle pagine istituzionali del Comune (che ancora ha indirizzi e telefono dello sportello ormai chiuso) vengono date indicazioni per invitare le donne a rivolgersi al Centro Antiviolenza di Cerveteri.

psicologa Consultorio Ladispoli Cerveteri
Ladispoli, chiusura Sportello Antiviolenza. UDI-ADM: “Per gli assessori notizia priva di fondamento ma è ancora chiuso”

Immaginate quella donna che, dopo un travaglio interiore decide di rivolgersi allo sportello, telefona e non risponde nessuno, si reca alla casa della salute e non trova né operatori né informazioni. Nessuno stupore se rinunci e faccia un passo indietro rispetto alla sua decisione.

Non possiamo permettercelo! Dopo il caso di Giulia Cecchin altre 5 donne sono state uccise dai loro compagni o mariti, ricordiamo anche il caso dell’accoltellamento in un autogrill di una donna proveniente da Cerveteri da parte dell’ex marito, fortunatamente senza gravi conseguenze. Non si può abbassare la guardia e ci chiediamo se sia stato possibile accompagnare per tempo le donne già in carico allo Sportello ad altri servizi!

Noi proponiamo che il progetto dello sportello antiviolenza possa essere modificato soprattutto rafforzando la prevenzione nelle scuole e nei luoghi di lavoro, proponiamo di istituire un osservatorio sul fenomeno della violenza di genere con la partecipazione dei servizi socio-sanitari della Asl, delle forze dell’ordine e delle scuole. Riteniamo comunque che debba rimanere al Pit un presidio di accoglienza che insieme ai consultori familiari della Asl e al Centro Antiviolenza di Cerveteri costituisca una rete forte e qualificata che sostenga e protegga quelle donne che, spesso insieme ai loro figli, si trovano in condizioni di forte rischio psichico e fisico.

Chiediamo oggi a viva voce l’immediata riapertura dello Sportello Antiviolenza e ci rendiamo disponibili a collaborare attivamente ad una nuova programmazione.”

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