L’intervista al Direttore del PACT, Vincenzo Bellelli
Il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia – di Giovanni Zucconi
La bella notizia non era per niente scontata. Dopo tre anni difficili in termini di numero di visitatori e di incassi, i quattro siti che costituiscono il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, le due rispettive necropoli e i due musei, nel 2023, hanno finalmente accolto un numero complessivo di visitatori che supera quello del 2019. L’ultimo anno di normalità prima del ciclone Covid.
Anche gli incassi complessivi hanno superato quelli del 2019. La cura del Direttore Vincenzo Bellelli comincia a dare i suoi attesi frutti.
Stiamo naturalmente parlando di dati aggregati. Diamo qualche numero. Nel 2019, il numero totale dei visitatori nei quattro complessi archeologici era stato pari a 166.162 unità. Per un incasso complessivo di 541.843 euro. Poi l’anno nero del 2020, quando sono stati staccati solo 48.026 biglietti. Per un incasso di 213.180 euro.
Si risale leggermente nel 2021, quando i visitatori sono stati 83.396. Per un incasso di 425.437 euro. Nel 2022 è proseguita la risalita a 135.573visitatori, ma sempre sotto il livello del 2019. L’incasso fu di 533.092 euro.

Arriviamo quindi al 2023, quando i visitatori sono stati 186.744. Il 37,74% in più rispetto al 2022, e il 12,38 in più rispetto al 2019. Un risultato simbolico e importantissimo. Che esprime un consolidato segnale di ripartenza, per nulla scontato. L’incasso totale, nel 2023, è stato di 664.534 euro. Il 24,65% in più rispetto al 2022.
Sono numeri molto significativi, soprattutto considerando la tendenza in continua e decisa crescita. Speriamo che continui così anche nel futuro. Di questi numeri, e di molto altro, abbiamo parlato con il Direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Vincenzo Bellelli.Che ringraziamo per la sua disponibilità alla lunga e interessante intervista che segue.
I dati che ci ha fornito sono aggregati tra le necropoli e i musei di Cerveteri e Tarquinia. Ci può dare un’idea delle strutture più attrattive in termini di visitatori?
“La necropoli di Tarquinia è di gran lunga il sito più attrattivo. C’è un testa a testa tra la necropoli della Banditaccia e il museo di Tarquinia. Quindi il museo di Tarquinia è attrattivo quasi quanto le aree archeologiche. Mentre il museo di Cerveteri è staccato, e non di poco. La differenza è vistosa. Stiamo parlando di decine di migliaia di visitatori.”
Quando parliamo di museo di Cerveteri, a me vengono sempre in mente considerazioni o domande antipatiche da fare al suo Direttore. Ma credo sia evidente che, semplificando,il museo sia nato male. È nato tardi, tardissimo, nel 1967. Quando i primi scavi sistematici del Mengarelli eranoiniziati nel lontano 1908.Non crede che ci sia bisogno di una sua ristrutturazione radicale?
“Sono due questioni distinte. La prima è quello che accennava lei. Il museo di Cerveteri è nato molto tardi. Quando il grosso delle collezioni di Cerveteri era a Villa Giulia. Però il principale problema del museo non è che non sia attrattivo.Perché il museo è completo nel suo sviluppo. Anche se non è all’altezza del rango della città. È addirittura molto più organico di quello di Tarquinia. Il problema del museo di Cerveteri è la mancanza di spazi. È la necessità di aver dovuto comprimere in solo due sale, anche se molto grandi, un racconto di un millennio.”
Non state facendo nulla per ovviare a questo problema di spazi?
“Abbiamo cercato di acquisire Palazzo Ruspoli. Ma la trattativa con la famiglia non è andata a buon fine. Eravamo arrivati ad un buon punto, a un preaccordo, ma poi ci siamo fermati sul corrispettivo economico. Il Parco aveva chiesto, e ottenuto, di stanziare un budget importante per questa acquisizione del Palazzo Ruspoli. Ma la famiglia Ruspoli ha chiesto il doppio del budget stanziato. Quindi non si è fatto più nulla.”
Un vero peccato. Era la soluzione perfetta. Ci sono altre alternative in prospettiva?
“Ce ne sono solo a lungo termine. Si parla di una parte del Granarone, o della cabina dell’Enel della Boccetta. Ma sarebbero comunque necessari dei lavori di ristrutturazione. Nonostante questo, la crescita del Museo di Cerveteri sarà indubbia, per quanto mi riguarda.Un’operazione di riallestimento si può fare. Anche se non ci sono grandi spazi, si può sostituire quello che non funziona.Soprattutto nel primo piano, che è quello di gran lunga meno efficace per quanto riguarda il racconto della storia della metropoli.”
Una delle critiche che si sente spesso è che nell’istituire il Parco si sono messe insieme due realtà fondamentalmente diverse e distanti tra di loro. E che quindi sia difficile fare sinergie. Lei cosa ne pensa?
“In realtà era una sorta di diffidenza iniziale, che però deriva più dalle amministrazioni comunali che non dialogavano a sufficienza, che dal Parco in quanto tale. Questa diffidenza li faceva andare ognuno per la propria strada. Però poi sono stati chiesti dei finanziamenti al Ministero del Turismo per i due Comuni. Abbiamo fatto di recente una riunione con i rappresentati delle due amministrazioni per definire un percorso condiviso. Questi soldi, di fatto, ci sono. Uniscono le due realtà, e dovranno collaborare per forza.”
Tornando ai numeri dei visitatori del Parco nel 2023, si evidenzia che abbiamo superato i livelli preCoviddel 2019. Considerando che non siamo esattamente sulle rotte turistiche più consolidate, e che quindi non avrei dato questo risultato per scontato, questo per lei rappresenta un solido segnale di ripartenza?
“Si, io sono molto ottimista. Consideri che a noi dirigenti ci era stato dato un obiettivo, che evidentemente consideravano sfidante, di un aumento del 5% dei visitatori. Noi siamo andati molto al di là di questi risultati. E, secondo me, abbiamo la possibilità di ulteriore crescita quest’anno perché stanno andando a sistema alcune cose significative.”
C’è qualche considerazione che ha tratto analizzando questi numeri?
“Una particolarità che emerge, in modo costante, è che a Cerveteri le visite si concentrano soprattutto nelle giornate ad accesso gratuito. I valori che le ho dato all’inizio sono completamente ribaltati nelle domeniche con accesso gratuito. La Necropoli di Cerveteri fa centinaia di visitatori in più rispetto a quella di Tarquinia.”
Questo dato come lo interpreta?
“È evidente come sia percepito anche il valore naturalistico della Necropoli di Cerveteri, non solo l’aspetto culturale. E quindi la visita viene percepita anche come un’opportunità di fare una gita all’aperto.”
Questa sua interpretazione, che condivido, mi spinge a rifarle una domanda che le ho già fatto in una precedente intervista. Perché, tra i visitatori della Necropoli di Cerveteri non contiamo anche le migliaia di visitatori che ogni settimana frequentano le aree esterne? Io lo troverei corretto per dare la giusta dimensione del numero di persone che visitano il Parco Archeologico
“Perché non sarebbe facile. Anche per le aree esterne ci vorrebbe un sistema affidabile di conteggio. La rilevazione andrebbe fatta emettendo biglietti. Anche se gratuiti. Ma per fare questo ci vorrebbe un’area recintata e un ingresso dove emettere questi biglietti.È un peccato non poterli rilevare, ma per adesso è così. Siamo comunque soddisfatti dei nostri numeri.”
Avete un obiettivo da raggiungere per quanto riguarda i visitatori?
“Il mio obiettivo è quello di arrivare a mezzo milione di visitatori. Non adesso. Come ci è arrivata Paestum, ci arriveremo anche noi.”
Puntate anche ad un target diverso di visitatori? Un tempo c’erano le scuole, e i pullman che arrivavano con gite organizzate
“Noi ci rivogliamo a tutti. Ormai non si parla più di pubblico, ma di pubblici. Perché ti devi rivolgere a tutti. Ci dobbiamo rivolgere anche a tutte le categorie svantaggiate, che magari numericamente non sono rilevanti, ma che sono importanti. In questo modo veramente stai parlando a tutti. Su questo fronte stiamo facendo un lavoro importante con il PNRR. Stiamo facendo la valutazione di tutte quelle che sono le nostre barriere. Poipotremo fare un piano di eliminazione di tutte le nostre barriere architettoniche. Questo piano andrà poi condiviso con tutte le associazioni che, sul territorio, si occupano di ogni tipologia di disabilità. Il nuovo Parco che verrà utilizzerà i fondi del PNRR per togliere tutte le barriere architettoniche.”

“Per il museo c’era già un finanziamento per l’ascensore. Siamo affidando l’incarico di progettazione.”
Avete anche dei dati sui visitatori stranieri?
“I visitatori stranieri sono in crescita. Anche a Cerveteri. Abbiamo dei dati interessanti. Non provengono solo da alcuni Paesi. Ma un po’ dappertutto. Un po’ di Olandesi e di Tedeschi.Un po’ più di Francesi e di Spagnoli. Il sito è molto conosciuto.”
Quali sono i punti deboli dei siti di Tarquinia e di quelli di Cerveteri?
“Il punto debole di Cerveteri è la mancanza di strutture ricettive. Sono più dei punti deboli di sistema, e non del Parco. I mezzi di trasporto sono pessimi. Se uno non è dotato di mezzi propri, arrivare alla Necropoli non è facile. Soprattutto nei mesi in cui fa molto caldo, o in inverno quando ci sono le intemperie. Un altro problema di cui soffre Cerveteri è la sua prossimità a Roma. Quindi ha la difficoltà di imporsi su quella fetta di turismo culturale che ha a disposizione pochi giorni. E quando arriva nel Lazio è fagocitato da Roma.”
Ma questo dovrebbe essere un problema anche di Tarquinia
“No, perché in realtà Tarquinia ha un bacino diverso, quello della Tuscia, che è più caratterizzato e ha più possibilità. Per esempio, c’è il turismo termale, che molto forte nella provincia di Viterbo. E poi Tarquinia ha ben 26 alberghi, e un tessuto di molti Bed andBreakfast. Inoltre, in Comune hanno lavorato bene. Perché hanno avuto un Ufficio Cultura che, pur cambiando le amministrazioni, si è molto impegnato e ha fatto molte cose. Ha investito molto nel marketing e, insieme al Trentino-Alto Adige, hanno realizzato dei corsi di formazione. Ai quali partecipiamo anche noi del Parco. Nessuno meglio dei Trentini sa valorizzare le proprie cose. Sono i numeri a parlare per Tarquinia. Si muove ad una velocità diversa rispetto a Cerveteri.”
Tutte e due hanno un turismo balneare da valorizzare e sfruttare
“Non sono sicuro che tutti quelli che vanno al mare vengano poi a visitare le Necropoli. A meno di non organizzare un ricco programma di eventi estivi come quello che stiamo organizzando quest’anno a spese del Parco. Che possono essere un’attrazione per un turismo un po’ più popolare. Ecco, io credo che sia stato proprio questo che sia un po’ mancato nel primo anno del Parco. Proprio perché all’inizio non abbiamo avuto modo di organizzare degli eventi dopo l’orario di chiusura dei siti.Però adesso ci siamo attrezzati.”
È inevitabile che le faccia una domanda anche sui volontari archeologici. Mi sembra che si stia costruendo un interessante rapporto di collaborazione
“Questo è uno degli obiettivi di gestione che ci eravamo prefissati. Noi abbiamo dato atto che, soprattutto a Cerveteri, esiste un meccanismo virtuoso di collaborazione tra le istituzioni e le associazioni.Che hanno dato un grande aiuto all’ente di tutela. Noi vogliamo ereditare quel sistema, e vogliamo rafforzarlo.









