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Giuseppe Zito: “Chi esce dal Gruppo Consiliare del PD esce anche dal Partito”

Intervista al segretario del partito democratico di Cerveteri dopo le dimissioni di Travaglia e Cola dal gruppo consiliare

Giuseppe Zito: “Chi esce dal Gruppo Consiliare del PD esce anche dal Partito” – di Giovanni Zucconi

Dopo la nostra intervista di ieri al Presidente del Consiglio di Cerveteri Carmelo Travaglia, a seguito delle sue dimissioni dal Gruppo Consiliare del PD, abbiamo sentito il Segretario del Circolo del PD di Cerveteri, Giuseppe Zito, per chiedergli dei commenti sulla vicenda.

In attesa di capire meglio cosa ci sia veramente dietro in tutta questa storia, e di assistere alle inevitabili conseguenze politiche, ringraziamo Giuseppe Zito per la sua gentile disponibilità per l’intervista che ci ha concesso.

Segretario, riprendo l’intervista che ci ha concesso ieri il Presidente Carmelo Travaglia. Dove ha sottolineato esplicitamente, e più volte, che lui e Antonella Di Cola, non si sono dimessi dal PD. Di cui riconoscono il ruolo nazionale e ne condividono la Politica. Ma ha rivendicato la sua autonomia nel rispondere, quando necessario, principalmente al suo elettorato e al suo territorio. E per difendere questa autonomia, sono usciti dal Gruppo Consiliare del PD. Cosa contesta in questa sua posizione?

“Intanto mi sembra che Travaglia abbia un’idea distorta del Partito. Dimentica che non è una forza civica, e che un Partito ha le sue regole e un suo Statuto. E sa benissimo, perché sono 40 anni che fa politica, che lo Statuto del Partito Democratico, nell’art. 4 comma 9, dispone che: “Le persone appartenenti ad altri movimenti politici o iscritte ad altri partiti politici o aderenti, all’interno delle Assemblee elettive, a gruppi diversi da quello del Partito Democratico, non possono essere registrati nell’Anagrafe degli iscritti, e nell’Albo degli elettori del PD.”

Giuseppe Zito: “Chi esce dal Gruppo Consiliare del PD esce anche dal Partito”
Giuseppe Zito: “Chi esce dal Gruppo Consiliare del PD esce anche dal Partito”

Sta dicendo che non ci si può dimettere dal Gruppo Consiliare del PD di Cerveteri, e rimanere nel PD?

“Quando Travaglia dice che esce dal Gruppo Consiliare, che è una cosa diversa dal Partito, dice una cosa non corretta. A me dispiace che sia uscito, ma penso che sia necessario ripristinare la verità. Che è quella che, se esci dal Gruppo Consiliare del PD, esci anche dal Partito Democratico. Non si possono ignorare le regole e le procedure che contribuiscono alla definizione delle liste elettorale, anche nelle elezioni locali. C’è tutta una serie di deleghe che sono emanate dalla Segreteria nazionale e che arrivano fino a quella di circolo. E la lista elettorale locale viene addirittura approvata dall’Assemblea provinciale.”

Quindi o si è dentro completamente, o si è fuori dal PD?

“Noi siamo forse l’unico Partito che ancora mantiene delle regole democratiche per la gestione interna. Oltre che determinati principi e valori. Non bisogna poi dimenticarsi che la carica di Presidente del Consiglio lui l’ha ottenuta perché il Partito Democratico, nella definizione della Giunta, ha addirittura rinunciato ad ottenere la carica di Vicesindaco, per assegnare la carica di Presidente del Consiglio a Carmelo Travaglia. Per questo trovo sbagliata la sua decisione. Che tra le altre cose ha preso senza confrontarsi con nessuno. Solo perché non concorda con la linea condivisa con il Partito a livello provinciale.”

Quindi saranno inevitabili le espulsioni di Travaglia e di Di Cola.

“Se una persona assume una decisione così estrema e così forte, significa che non si ritrova più nel PD. E quindi sarebbe inutile un qualsiasi tentativo di riportare dentro chi non crede nel Partito Democratico, e chi non condivide le sue regole. Quindi io credo che non ci siano le condizioni per una ricomposizione. Ognuno proseguirà per la sua strada.”

Lei pensa quindi che il Circolo di Cerveteri del PD possa fare a meno di Travaglia e di Di Cola?

“Premetto che sono sinceramente dispiaciuto per la scelta di Travaglia e Di Cola. Quando il Partito mi chiese di intervenire pretendendo le dimissioni di Travaglia, dopo l’infelice uscita sui parcheggi rosa, lo difesi con forza perché sapevo che si era solo espresso male. E ho sempre pensato che la sua esperienza fosse utile sia al Partito, sia in Consiglio Comunale. Rispondendo alla sua domanda, io penso che, quando il Partito perde un pezzo, è sempre un lutto. E che quindi bisogna sempre indagare sulle ragioni. Dopo di che il Partito va avanti, sia che ci siano o meno Giuseppe Zito o Carmelo Travaglia. Noi non siamo una lista civica. Siamo un partito strutturato. Con le sue regole e la sua linea politica. Il consenso, e quindi i voti che può prendere, dipendono soprattutto dall’autorevolezza della sua guida, e dalla linea politica che propone ai cittadini. Il consenso non dipende da Zito o da Travaglia, ma da un collettivo.”

Non pensa che questo evento possa essere l’occasione per rivedere organizzazione, ruoli e presenze generazionali all’interno del suo Circolo? Un po’ quello che sta succedendo nel Circolo di Ladispoli.

“Noi ci stiamo già lavorando. Abbiamo costituito il Circolo dei Giovani Democratici di Cerveteri-Ladispoli-Santa Marinella. Guidato dal segretario di Cerveteri. Che è un ragazzo giovane su cui abbiamo investito, e per il quale stiamo disegnando un percorso. Quindi un investimento sulle nuove generazioni c’è. Ma è chiaro che non basta essere giovani. Bisogna anche avere una volontà, delle capacità, una passione e del tempo da mettere a disposizione del Partito. A fine anno scadrà il mio mandato, e ci sarà il congresso. Sarà quello il momento in cui potremo ridisegnare la classe dirigente.”

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