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Gianluca Paolacci: “Questi sono i miei folli sogni per la città di Cerveteri”

Intervista al consigliere di opposizione

di Giovanni Zucconi

Abbiamo intervistato il Consigliere Gianluca Paolacci molte volte. Ma questa credo che sia una delleinterviste migliori. Neanche questa volta ci ha parlato di immondizia o di parcheggi rosa, ma ha affrontato tanti temi sui quali, ne sono sicuro, in modo trasversale, molti storceranno il naso. Ma sono i suoi sogni, e il suo modo di concepire l’impegno di amministratore pubblico.

Come sempre vi invito a non fermarvi al titolo. Ma di leggere l’intervista che segue, fino in fondo.

Nell’intervista che abbiamo fatto recentemente al Consigliere Alessandro Fondate, ho percepito, ma posso sbagliare, che le sia stata posta una condizione molto limitante per il suo spazio di manovra, se tengo conto di tutto quello che mi ha detto nelle precedenti interviste. Lei si è sempre dichiarato libero dai partiti. Non perché ne disconosce il ruolo, ma perché rivendica la sua autonomia di scelte e di manovra. Mentre nell’intervista, Alessandro Fondate, che fa parte del Gruppo Consigliare di cui lei è il capogruppo,e che ha preso il posto di Annalisa Belardinelli, ha dichiarato: “…Per me la condizione normale è entrare dentro un partito…Gianluca prenderà la decisione sua. Se vorrà entrare o meno. Poi, come le dicevo, ognuno è libero di fare cosa ritiene più giusta.”. Non ho letto nessuna sua reazione a questa dichiarazione

“Ci sono due modi di fare politica.Una è quella di stare dentro un partito.E quindi poi dover anche sottostare a tutte quelle che sono le decisioni del partito. Ma abbiamo visto bene cosa è successo anche nelle nostre ultime elezioni. Quando i partiti hanno deciso che il candidato del centrodestra doveva essere qualcun altro, e non Annalisa Belardinelli. Le conseguenze le conosciamo tutti, e le stiamo ancora vivendo tutti.”

E l’altro modo di fare Politica?

“L’altro modo è quello di fare politica pensando che unpartito possa anche essere semplicemente una spalla. Anche esterna. Quello che conta, secondo me, è che a livello locale si faccia sempre la politica per la città. Io dico sempre che vorrei dare poco alla politica, ma che vorrei prendere tanto dalla politica. Bisogna sempre prendere tutti i benefici che la Politica può dare,e trasferirli alla città. Quindi per me stare dentro un partito, o non starci, a livello locale probabilmente cambia poco.”

E dove bisognerebbe stare?

“Per me è importante stare dentro un gruppo. Un gruppo forte.Un gruppo coeso e determinato.Un gruppo chesi pone degli obiettivi, e lavora per raggiungerli.Come funzionano, per esempio, le associazioni che lavorano bene. Io prendo ad esempio la Proloco delle Due Casette. Che non è le singole persone che la compongono. È un gruppo coeso e determinato, che ha deciso che la frazione delle Due Casette deve risorgere. È consapevole del suo potenziale, e lo vuole sfruttare per arrivare a determinati risultati. E come li vuole raggiungere? Lavorando,,, Non ha bisogno di un partito”

Me lei questo gruppo in politica ce l’ha?

“Il gruppo in politica si costruisce, Nel tempo e piano piano. Con il lavoro e i risultati ottenuti, si sta costruendo un bel gruppo. Questo non esclude né partiti, né ideologie. Ma l’importante è che nasca un gruppo forte.”

Non vorrei fare domande imbarazzanti. Ma questo gruppo già c’è?

“Il gruppo è quello di “Insieme per Cerveteri”. Io appartengo a questo gruppo politico. Con questo ho fatto campagna elettorale e sono stato eletto. E adesso ne sono anche capogruppo. Al netto di qualche divergenza, appartengo a questo gruppo. Ho letto la sua intervista ad Alessandro Fondate che citava prima. Nella quale lui parlava apertamente di una centralità partitica. Chiaramente io non condivido questa posizione. Ma questo non significa che non condivido alcune scelte e alcune strategie del gruppo. Ma tutti sanno perfettamente che a me, in questa fase, non interessa entrare in nessun partito politico. A me interessa solo fare un certo tipo di politica. Una politica di attenzione alle esigenze specifiche della mia città. Il mio interesse è per quello che dice la cittadinanza della mia città, e non per quello che viene impartito da Roma. Magari per interessi diversi da quelli di Cerveteri.”

Esistono altre persone che la pensano come lei in Consiglio comunale?Se questo gruppo di cui parlava prima dovesse farlo in due mesi,saprebbe già le persone che dovrebbe chiamare?

“C’è già l’idea delle persone che possono fare parte di questo gruppo. Che faccia propri gli obiettivi e sia determinato a raggiungerli. Io sono sempre del parere che da soli non si va da nessuna parte.Tutte le scelte, le strategie e le varie possibilità che ci stiamo creando, io le sto condividendo.Le condivido e le analizziamo insieme. Cercando di migliorarle e di farle crescere.”

Questo gruppo dovrà poi esprimere un candidato che lo rappresenti

“Io sono convinto che il cittadino oggi non voglia un partito, ma un politico che lo rappresenti. Che abbia un po’ di coraggio, e magari anche un po’ di sfrontatezza. Che abbia un po’ di sana follia. Per raggiungere i nostri obbiettivi abbiamo bisogno di una persona capace anche di essere un po’ folle. E che sia accompagnato da un gruppo coeso.”

Ma lei è sicuro che si possa fare politica in un territorio senza i partiti?

“Il partito serve, non voglio essere frainteso. Si può fare politica. Ma se noi andiamo ad analizzareanche le ultime elezioni, i gruppi civici hanno sempre determinato la vittoria di una coalizione.Questo ci fa pensare che la gente è stanca della politica dei partiti. Perché la politica dei partiti non è centrata sull’obiettivo della città o di un territorio. Poi è chiaro che per poter fare passi importanti bisogna avere l’appoggio di un partito.Ma non necessariamente bisogna starci dentro in un partito.”

Io provo anche con lei a fare la domanda che faccio sempre a tutti i politici e amministratori. Quale è il suo sogno per Cerveteri?Cosa serve a Cerveteri per farla finalmente crescere? Ogni volta le risposte mi intristiscono perché sono inevitabilmente deludenti e insignificanti rispetto all’obiettivo di dare a Cerveteri il ruolo che merita, considerando le sue potenzialità. Lei lo ha un progetto folle?

“Io penso che un amministratore che ha dei sogni limitati, ha anche dei limiti oggettivi per poter amministrare una città come Cerveteri. Il mio progetto folle è quello di creare un’economia circolare all’interno della città.Che leghi le bellezze naturali alle eccellenze enogastronomiche, al mare e alle eccellenze archeologiche. Noi dobbiamo essere in grado di fare questo.Noi dobbiamo iniziare a capire che Cerveteri ha un potenziale che non è secondo a nessuno. Dobbiamo fare in modo che Cerveteri viva delle proprie eccellenze. E che possa venderle agli altri.”

Mi può fare un esempio concreto. Altrimenti anche lei mi risponde con una semplice dichiarazione generica

“Bisogna creare economie che ancora non ci sono. Uno dei miei progettisarà quello di fare realizzare il sogno che hanno i contadini di Cerveteri. Che non è quello di alzarsi alle 5:00 del mattino per portare i propri prodotti per riempire il mercato generale di Guidonia. Perché mai nessuno ha pensato di fare un mercato generale nel nostro territorio? Perché la Politica non ha mai pensato e proposto questo? La Politica non ha mai guardato quali fossero veramente gli interessi della città e del territorio. Una struttura del genere, farebbe comodo da Tarquinia a Fiumicino.”

Gianluca Paolacci: “Questi sono i miei folli sogni per la città di Cerveteri
Gianluca Paolacci: “Questi sono i miei folli sogni per la città di Cerveteri

E un suo sogno ancora più folle?

“Il mio grande sogno è la fusione dei Comuni di Cerveteri e di Ladispoli. Il sogno dipoter creare un unico grande Comune. Gradualmente, piano piano, senza fare perdere gli equilibri ne all’uno né all’altro. Sarebbe un modo per eliminare i limiti enormi che hanno le due città.”

Quali sono questi limiti enormi?

“Per Cerveteri il limite è di non essere riuscita a stare al passo con i tempi. E per questo non è riuscita a diventare la città di riferimento della provincia di Roma nord.”

Ma ci è diventata Ladispoli

“Ci è indubbiamente diventata Ladispoli. Che rappresenta il posto di mare del romano. Ma ha un limite territoriale. Ladispoli è piccola per le sue ambizioni. Poi non ha una storia o una sua cultura che affondi nel passato. Quindi pensi che vantaggi si avrebbero ad associare le due realtà, e a creare un unico grande Comune. Si avrebbero vantaggi dal punto di vista economico, sociale e politico. Si avrebbero vantaggi ovunque. Potremmo esplodere dal punto di vista turistico e culturale. Sarebbe il Comune con più costa balneabile in tutto il territorio. Avremmo una crescita dal punto di vista sportivo. Avremmo un territorio cha ha il mare, la collina, i monti e le terme.”

Qualcuno potrebbe dire che Cerveteri molto di questo già ce l’ha

È vero. Ma non ha la potenza e la capacità commerciale. E credo neanche la mentalità. Dispiace dirlo, ma non siamo pronti a fare il grande salto. Che è quello di lasciare la mentalità del paese, e cominciar a pensare con la mentalità della città.”

Io credo che Cerveteri paese, soprattutto Cerveteri “alto”, non gradirebbe troppo questa proposta di fusione. Ma sono sicuro che tutte le frazioni sarebbero più favorevoli. Secondo lei proponendo questo sogno si vincono o si perdono le elezioni?

“Secondo me c’è il rischio che si possano perdere.”

Quindi non lo proporrà, quando sarà il momento?

“Io non ho paura di confrontarmi. Altrimenti mi smentirei quando dico che faccio politica solo per gli interessi del cittadino. Non per vincere o perdere. Io dico e faccio sempre quello che ritengo che sia giusto per Cerveteri e per il territorio. Non mi preoccupo di perdere voti con quello che propongo. Altrimenti non starei qui. Io sono estremamente convinto che unendo Cerveteri e Ladispoli avremmo un grande Comune. E che tutti potremmo avere dei vantaggi.È chiaro naturalmente che non puoi proporlo oggi e farlo domani. Ci sarà bisogno di un lasso di tempo mediamente molto lungo.”

Lei ha degli alleati su questa proposta?

“Ce li ho, ma non le faccio i nomi. Sono molti di più di quelli che lei immagina. E sono persone attivamente impegnatesul territorio. Sia a Cerveteri che a Ladispoli. Si tratta di posizioni assolutamente trasversali.”

Da precedenti chiacchierate, mi sembra che, se parliamo di proposte fuori degli schemi, ne aveva una altrettanto folle anche per quanto riguarda la sua Amministrazione ideale

“Un grande sogno che avevo, e che ho, era quello di avere un’Amministrazione della quale facessero parte sia la maggioranza che la minoranza. Naturalmente con posizioni diverse, ma con uno stesso spirito di collaborazione. E con un senso etico e civile che purtroppo non sto riscontrando. Ancora oggi, nel 2024, due fazioni che devono essere avversarie, ma mai nemiche, sono troppo spesso e volentieri nemiche e mai avversarie.”

Perché, secondo lei, accade questo?

“Perché ci si pone malissimo. Essere nemici e non avversari, porta come conseguenza che da una parte non si è mai propositivi, e dall’altra non si è mai ricettivi di quello che qualcuno ti vuole proporre. E di questa situazione, secondo me, ne paga le conseguenze solo la città.”

Cosa bisognerebbe fare invece?

“Per prima cosa farei dei tavoli di lavoro. Dove le persone progettano, creano, condividono delle idee. E che poi le sviluppano. Invece a Cerveteri, nel 2024, si continua ancora a dire no. Questa cosa non la facciamo perché l’ha proposta Paolacci, e lui sta con l’opposizione. Per me non dovrebbe funzionare così.”

Se lei diventasse Sindaco, come realizzerebbe questa collaborazione che suona un po’ come fantascienza?

“Se diventassi Sindaco? Lo dico così non mi vota più nessuno. Io darei due assessorati all’opposizione. Come segnale di apertura ad una loro collaborazione. Senza false ipocrisie. E gli darei anche 4 o 5 delegati.Perché deve nascere una collaborazione. Poi ognuno di noi ha una propria idea. Ma quella è politica, non amministrazione. Bisogna confrontarsi in dei tavoli di lavoro.Dove le idee devono trasformarsi, nel confronto, in azioni concrete e positive per la città. Dobbiamo confrontarci, e produrre e attuare progetti utili per la città.Questo è il mio sogno folle per amministrare la città.”

Folle, ma affascinante. Oltre che, opinione personale, condivisibile. Ma, come diceva prima, non sono sogni che si possono realizzare all’interno di un partito. E forse neanche fuori, purtroppo…

“Non bisogna avere paura di dare voce alle proprie idee. E di provare a realizzarle. Per quanto folli possano essere. E ti assicuro che sarebbero in molti a voler realizzare una pazzia del genere.”

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