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Ferragosto, anche la spiaggia di Campo di Mare preda degli incivili

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Bottiglie di birra, carrelli dei supermercati ricolmi di rifiuti. Gli incivili colpiscono anche la Perla del Tirreno

Ferragosto, anche la spiaggia di Campo di Mare preda degli incivili –

Un intero litorale vittima degli incivili.

I festeggiamenti della notte del Ferragosto purtroppo ieri mattina erano visibili in quasi tutte le spiagge della costa a nord di Roma.

Già ieri mattina sul web sono iniziate a circolare numerose foto di denuncia per gli incivili che dopo la notte di bivacco hanno abbandonato sulle spiagge i loro rifiuti.

Bottiglie di vetro di alcolici e superalcolici, carta, cartone e i resti dei falò proibiti ma che in molti hanno comunque deciso di accendere disattendendo le ordinanze emanate dai vari sindaci del litorale.

Le prime denunce sono arrivate da Ladispoli.

Da Marina di Palo a Torre Flavia la situazione delle spiagge al risveglio, ieri mattina, erano veramente pessime.

Ferragosto, anche la spiaggia di Campo di Mare preda degli incivili
Ferragosto, anche la spiaggia di Campo di Mare preda degli incivili

Cumuli di rifiuti ovunque, con gli operatori della ditta Massimi costretti a passare in rassegna le spiagge a mano per poterle liberare da quanto disseminato da giovani e meno giovani.

Il tutto per l’indignazione dei bagnanti e residenti che al mattino si sono ritrovati uno scenario di vero e proprio degrado.

Non è andata meglio nella vicina Campo di Mare.

Anche qui chi ha deciso di festeggiare la vigilia del Ferragosto in spiaggia non si è poi preoccupato di portar via i propri rifiuti.

E così a fare da cornice a un mare e a una spiaggia che doveva essere per le famiglie e per chi il mare voleva goderselo anche nella giornata di ieri, c’erano addirittura i carrelli della spesa sottratti, sicuramente illecitamente, ai supermercati, ricolmi di immondizia.

Ferragosto, anche la spiaggia di Campo di Mare preda degli incivili
Ferragosto, anche la spiaggia di Campo di Mare preda degli incivili

Spiagge pericolose anche a causa dei fuochi accesi e successivamente spenti con la sabbia ma che comunque anche durante le ore diurne di ieri rischiavano di poter causare pericoli alla sicurezza dei bagnanti, soprattutto ai bambini che avrebbero potuto posare per sbaglio un piede sui carboni ancora ardenti.

Pessime le condizioni della spiaggia di Santa Severa.

A denunciare gli incivili e a puntare il dito contro di loro anche il sindaco Pietro Tidei.

“Dopo la mia ordinanza che vietava l’accensione di fuochi e l’uso di piatti e bicchieri di plastica durante i raduni in spiaggia la notte del 14 agosto – ha detto – c’è stato un vero e proprio bivacco di maleducati, incivili e violenti”.

“Fuochi accesi dappertutto, bar improvvisati e abusivi aperti senza nessuna autorizzazione con vendita incontrollata di alcolici a chicchessia”.

“Quintali di rifiuti abbandonati sulla spiaggia senza che chi aveva il compito di controllare e reprimere intervenisse minimamente (fatta eccezione per la Capitaneria di Porto)”.

Pensiero, peraltro, quello del sindaco Pietro Tidei condiviso anche da diversi cittadini dei comuni limitrofi, a cominciare proprio da Ladispoli.

Sebbene infatti la situazione e lo stato di degrado delle spiagge non possa che essere imputato agli incivili che hanno predominato durante la notte del Ferragosto, è anche vero che a mancare probabilmente sono stati i controlli.

Una situazione denunciata proprio dai ladispolani che già ieri si chiedevano “dov’erano gli enti preposti a vigilare sul rispetto delle ordinanze”.

Per i cittadini, infatti, gli uomini della Polizia locale e tutti gli enti preposti avrebbero dovuto effettuare dei sopralluoghi sulle spiagge proprio ieri mattina alle prime luci dell’alba così da individuare subito i colpevoli e punirli con sanzioni amministrative salate, oltre che a “costringerli” a ripulire lo scempio causato.

Tornando a Santa Severa, anche qui sulla spiaggia all’alba di ieri per far tornare fruibili gli arenili, il primo cittadino ha chiesto l’intervento degli operatori del servizio di igiene urbana, affiancati dai volontari della Protezione civile e da tanti altri volontari messi a disposizione da parte di “pochissimi stabilimenti balneari”.

Solo grazie a loro è stata possibile, proprio come a Ladispoli, la pulizia delle spiagge “così malridotte da vandali e irresponsabili”

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