L’intervista al consigliere d’opposizione di Ladispoli Attiva
Fabio Paparella – di Giovanni Zucconi
Oggi diamo voce ad un rappresentante dell’opposizione del Comune di Ladispoli: Fabio Paparella, giovane Consigliere di “Ladispoli Attiva”. Volevamo soprattutto capire un po’ di più del Movimento che rappresenta, e conoscere meglio le battaglie che sta portando avanti. Quello che segue è la sintesi della lunga intervista che Fabio Paparella ci ha gentilmente concesso.
Ci può descrivere, in poche parole, che cosa è “Ladispoli Attiva”?
“Ladispoli Attiva è un movimento civico, noi l’abbiamo chiamata così. Ma nei fatti è un laboratorio che è nato circa due anni e mezzo fa. I nostri temi di riferimento sono tre: la Sostenibilità, intesa come mobilità sostenibile, ma anche come qualità della vita in città, il Sociale, inteso come vicinanza agli ultimi, e Innovazione, intesa come efficientamento e trasparenza della macchina amministrativa.La nostra lista civica è stata la più votata tra quelle che sono all’opposizione, nonostante fossimo alla prima candidatura.”
Vorrei iniziare con una domanda provocatoria: voi vi presentate come un’associazione aperta a tutti quei cittadini, sottinteso a prescindere dalle loro idee politiche, che intendono confrontarsi esclusivamente nell’interesse della collettività cittadina. Ma poi vi candidate alle amministrative, dove necessariamente bisogna fare una scelta di campo. Creando in questo modo delle partizioni, se non degli steccati. Non c’è una contraddizione?
“Secondo noi, no. Secondo noi bisogna scendere in campo. Non basta essere dei cittadini attivi seguendo le proprie passioni personali. Ci deve essere anche una componente pubblica alla quale non si può venire meno. Ci deve essere un’attenzione al nostro territorio, che nei cinque anni precedenti non c’era stata. C’era un vuoto che, secondo noi, faceva male al nostro territorio, e che abbiamo deciso di riempire con la nostra candidatura. Che non è avvenuta in autonomia perché, nonostante le competenze che caratterizzano i nostri candidati, non eravamo pronti a presentare un nostro Sindaco. Sarebbe stato poco serio farlo senza aver seguito prima un percorso amministrativo. Cosa che stiamo facendo con ottimi risultati.”

Quindi presenterete un vostro candidato Sindaco alle prossime elezioni?
“Noi ce lo auguriamo. Ma questa scelta dipende da un milione di fattori. Posso solo dire che il nostro movimento sarà maturo per esprimere un nostro candidato Sindaco.”
Le faccio un’altra domanda provocatoria. I vostri temi di riferimento non si possono definire proprio popolari. Sicuramente non populisti. Parlate di welfare partecipativo, inclusione, sostenibilità. Questo non vi penalizza? Non temete di essere etichettati come la solita sinistra da salotto?
“Già parlare di sinistra per Ladispoli Attiva, per me è già un errore. È una cosa che fa spesso il Sindaco Grando e la maggioranza. Ma Ladispoli attiva non si può sintetizzare con questa parola. In realtà, all’interno del nostro movimento, su questioni nazionali, spesso dibattiamo. Perché ci sono sensibilità molto diverse tra di loro. C’è gente molto più liberale, nel senso centrista, non certo vicine alla sinistra. Come ci sono persone più di sinistra radicale, o persone più vicine ad un progressismo moderato. O ad una sinistra cattolica. Riprendendo la sua domanda, ricordo che noi abbiamo preso più della somma dei voti delle liste singole del PD e del M5S. Che a livello nazionale cavalcano i nostri stessi temi. Il motivo di questo risultato è che noi siamo riusciti a fare arrivare i nostri temi al cuore della gente. La sfida che abbiamo affrontato è stata proprio questa. I temi non sono effettivamente “popolari”, ma abbiamo parlato alle persone con un linguaggio semplice, pienamente compreso dalla gente.”
Fabio Paparella: “Io sono sempre stato aperto rispetto ad una possibile riunificazione tra i Comuni di Ladispoli e di Cerveteri”
Quale è stato il motivo scatenante che vi ha fatto decidere di scendere in campo?
“Io rispondo per me. Magari altri miei compagni e compagne risponderebbero in modo diverso. Per me è stata la nuova colata di cemento prevista dalla variante del Piano Regolatore del 2019. Che prevede, potenzialmente, un incremento di 9.500 abitanti. Incremento totalmente ingiustificato. Dal 2000 al 2010 la popolazione di Ladispoli è cresciuta di 10.000 unità. E anche se io ho criticato la variante del Sindaco Paliotta, che prevedeva 8.500 abitanti in più, aveva comunque un senso, anche se era sbagliata. Ma dal 2010 al 2019, la popolazione di Ladispoli è rimasta sostanzialmente invariata. Piccoli scostamenti, ma certo non 10.000 abitanti in più. A chi servono nuovi 9.500 “posti casa” in più? A chi servono i 400.000 metri cubi in più a Torre Flavia? Non certo alla popolazione di Ladispoli”
Lei fa parte di una generazione che non ha vissuto le dispute e le lacerazioni che hanno accompagnato la separazione del Comune di Ladispoli da quello di Cerveteri. Come vedrebbe una riunificazione?
“Io sono sempre stato molto aperto rispetto a questa possibilità. Mi sembra che l’abbiamo scritto anche in fase di campagna elettorale che noi eravamo favorevoli. Del resto, sono stati fatti dei passi avanti, anche se sperimentali e su settori molto specifici, su questo tema. Penso al trasporto pubblico locale, o ai servizi sul sociale. Ritengo che su molte cose lo stare insieme sarebbe un valore aggiunto. Perché si potrebbero fare delle economie di scala. Ad esempio, la raccolta dei rifiuti potrebbe essere un altro settore su cui si potrebbe fare una sperimentazione. I giovani di Cerveteri vengono spesso da noi a passare una serata. Le due città sono intimamente legate. Se da Torre Flavia ti fai una passeggiata sulla spiaggia, nemmeno te ne accorgi se sei nel territorio di Cerveteri o di Ladispoli. Cerveteri e Ladispoli sono già una cosa sola. Soltanto che c’è ancora chi ha interesse a conservare i propri feudi, e quindi vuole in qualche modo creare dei muri che in realtà non esistono. Tra l’altro due Comuni insieme diventerebbero veramente una potenza. E magari potremmo fare una pressione maggiore per ottenere un ospedale nel nostro territorio.”
Qual è la cosa peggiore che ha fatto in questi anni il Sindaco Grando a vostro giudizio
“Per me la cosa peggiore è stata proprio la variante al piano regolatore. Perché pone una seria ipoteca su uno sviluppo equilibrato e sostenibile per Ladispoli. Andare a mettere quel quantitativo di cemento nell’area di pregio come Torre Flavia, quando hai una viabilità che è già in tilt adesso, è fondamentalmente sbagliato. Senza contare che il numero dei posti negli asili nido comunali sono già adesso non solo sotto lo standard italiano, ma anche di quelli della Regione Lazio. E nonostante questo si punta all’incremento demografico? Come reagirà la fognatura? Come reagirà l’impianto idrico? E i nuovi parcheggi che serviranno, dove si troveranno? Noi non abbiamo ancora un piano della mobilità urbana sostenibile. In quell’area sono previste 4.000 nuovi abitanti. Le statistiche dicono che ogni 1.000 abitanti ci sono 600 automobili. Nell’area di Torre Flavia ci saranno 2.400 macchine in più. Contro un nuovo parcheggio che verrà ricavato a piazza Odescalchi con 30-40 nuovi posti. Capisce che è una follia.”
Invece la cosa migliore fatta in questi anni dal Sindaco Grando?
“L’approvazione della nostra mozione sull’abbattimento delle barriere architettoniche a Ladispoli. Non solo la maggioranza l’ha approvata all’unanimità, ma ha già anche iniziato a lavorarci.”
Anche se è passato un po’ di tempo, vorrei riprendere il tema dei costi sostenuti per il concerto di Gianna Nannini. È un tema che ha visto accalorarsi soprattutto i Cerveterani. Che hanno fatto i confronti con quello organizzato a Cerveteri
“Noi siamo stati i primi a tirare fuori il tema della trasparenza sulle spese sostenute su questo tipo di eventi. Noi vogliamo una rendicontazione più analitica. Senza voci generiche. Nel caso del concerto di questo Capodanno, ci siamo anche concentrati sull’entità della spesa. Spendere 360.000 euro per 4 ore di concerto, quando ci sono ancora persone che dormono per strada o che dormano al Boietto in condizioni precarie, o quando ci sono ancora barriere architettoniche o il 70-80% dei marciapiedi ha problemi di accessibilità, e necessitano di manutenzione o di un rifacimento completo, non ci sembra una scelta condivisibile. Poi il concerto è stato un successo, nessuno lo nega. Ma vedi un po’ che non fosse stato un successo dopo aver speso 360.000 euro bruciati in 4 ore di concerto. Soldi che potevano essere spesi sicuramente meglio.”
Per esempio?
“Noi abbiamo un teatro che è chiuso da sette anni, e che è stato dato a un privato perché all’epoca bisognava spendere 180.000 euro per renderlo funzionale. 180.000 euro sono la metà di quanto è stato speso per quattro ore di concerto. Quel teatro poteva servire a educare i nostri figli e i nostri nipoti.”
Ma le attività commerciali e le strutture ricettive di Ladispoli hanno avuto un beneficio
“Vogliamo parlare di quello che ha detto l’assessore Porro sulle strutture ricettive sold out? È una cosa risibile. Si è fatto il nome di Gianna Nannini, grosso modo, due settimane prima di Capodanno. Molte delle strutture ricettive sono stagionali, e l’inverno sono chiuse. Queste non hanno avuto neanche il tempo per richiamare il personale e per riorganizzarsi. Molte di queste erano quindi chiuse.”









