“Droghe dello stupro”, tutto quello che c’è da sapere: dagli effetti alle precauzioni possibili. L’intervista alla dott.ssa Linda Corsaletti
Non accennano a diminuire i casi di cronaca in cui le donne sono vittime di violenza. Sempre più spesso questi predatori sessuali utilizzano le cosiddette “droghe dello stupro”. A parlarcene è la criminologa Linda Corsaletti, dottoressa, scrittrice e docente.
Le “droghe dello stupro” cosa sono e quali effetti hanno?
Le droghe da stupro sono sostanze utilizzate per alterare le capacità psichiche di una persona e possono venire assunte senza che la vittima se ne accorga. Sono inodori e insapori. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti vengono aggiunte a bevande e cibi, quindi facilmente occultabili o più raramente vengono somministrate tramite iniezioni alle spalle della vittima. sono sostanze facilmente reperibili, essendo utilizzate anche ad uso medico.
Anche l’alcol è considerato una droga da stupro, ma necessitando di quantitativi più elevati coloro che intendono approfittare della condizione di inferiorità psichica di un soggetto, preferiscono introdurre, magari nell’alcol stesso, sostanze sedative come le benzodiazepine, normalmente usate per gli stati ansiosi, sostanze ipnotiche o che alterano lo stato psichico con effetti dissociativi come l’LSD e gli allucinogeni.
Tra le più usate vi è il Flunitrazepam (comunemente conosciuto come Rohypnol) o come in questo caso la sostanza utilizzata è il lormetazepalm, questi medicinali in dosaggi elevati causano sonnolenza, stato confusionale e amnesia retrograda, la vittima che le assume inconsapevolmente infatti ricorda poco o nulla delle violenze subite.
Molto usato sono anche Zolpidem venduto in Italia con il nome commerciale di Stilnox o il GHB (Acido Gamma-Idrossibutirrico), un farmaco impiegato nel trattamento dell’alcolismo che viene utilizzato sia come droga di abuso, sia come droga da stupro per i suoi effetti disinibitori ed euforici. Anche la Ketamina, farmaco anestetico per uso veterinario e umano, è largamente usata sia come droga da abuso che come rape drugs: ha un effetto molto rapido dall’ingestione (circa 15-20 minuti), ha un’azione amnesica e comporta allucinazioni che rendono difficile distinguere la realtà dalla fantasia.
L’utilizzo di queste sostanze ha lo scopo di rendere più vulnerabili le potenziali vittime alle aggressioni sessuali, per inabilitarle e renderle incapaci di ricordare i dettagli la violenza subita. Prescindendo dal consenso della vittima, la si rende incosciente per abusarne a proprio piacimento, al pari di un giocattolo sessuale inanimato.

Esistono profili psicologici diversi di predatori sessuali. Può delinearci quello di chi usa sostanze per compiere l’abuso?
“Nel caso di coloro che violentano con l’ausilio di droghe e mettono la vittima in stato di minorata difesa rendendola inerme le motivazioni possono essere diverse una tra tutte e’ che il soggetto sia sessualmente incompetente e annullando lo stato psichico della vittima ne evita il giudizio.
Generalmente sono soggetti frustati e insicuri che come in questo caso preferiscono predare attraverso l’uso dei social in quanto il pc diventa uno schermo dietro al quale poter fingere di essere chiunque. Inoltre in altri casi entrano in gioco dinamiche devianti e psicopatologiche sadismo, la perversione, l’antisocialità e quindi l’indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui e l’incapacità di empatizzare, nonché il bisogno di controllo sono preminenti in questi soggetti è ciò li rende socialmente pericolosi a vita in quanto non riusciranno mai a barattare quel tipo di sessualità con una basata sul consenso o che rientri nei canoni della normalità . La gratificazione sessuale infatti gli arriva non dall ‘atto sessuale in se, ma dalle dinamiche messe in atto. Questi soggetti privano totalmente le donne delle capacità umane per sentirle sotto il loro assoluto dominio . Come se l’eccitazione derivasse dall’abusare principalmente di un essere non più o comunque non completamente, vivo.
I predatori sessuali che drogano le vittime possono farlo per vari motivi, tra cui:
Controllo: Le droghe possono essere utilizzate per ridurre la resistenza o l’opposizione delle vittime, rendendole più vulnerabili al controllo del predatore.
Manipolazione: I predatori possono cercare di manipolare o abusare delle vittime quando sono in uno stato di confusione o incapacità dovuto all’effetto delle droghe.
Segretezza: L’uso di droghe può rendere meno probabile che la vittima ricordi l’abuso o possa denunciarlo in seguito.
Il fatto che filmasse le vittime a loro insaputa serviva a questo soggetto per rivivere quelle sensazioni tra una preda e l’altra. Ritengo poco plausibile infatti che le vittime siano solo 3. Proprio per il fatto che chi finisce nella trappola di soggetti come questo non ricorda le violenza, potrebbero esserci altre donne che non ricordano. Sono individui che non si pongono limiti.
Le vittime di predatori sessuali potrebbero non segnalare immediatamente gli abusi subiti per diversi motivi complessi. Alcuni motivi possono includere:
Paura: Le vittime possono temere ritorsioni, vergogna o stigmatizzazione se denunciano gli abusi.
Manipolazione: I predatori sessuali spesso manipolano le loro vittime psicologicamente, facendo loro credere che l’abuso sia colpa loro o che non saranno credute.
Dipendenza: In alcuni casi, le vittime possono dipendere economicamente o emotivamente dal predatore, rendendo difficile per loro rompere il legame.
Mancanza di consapevolezza: Alcune vittime potrebbero non riconoscere subito che sono state vittime di abusi sessuali, soprattutto se gli abusi sono avvenuti in situazioni ambigue.
Vergogna e colpa: Molte vittime provano sentimenti di vergogna e colpa a seguito degli abusi, il che può ostacolare la loro volontà di parlare dell’accaduto.
È fondamentale promuovere la consapevolezza e fornire un sostegno adeguato alle vittime in modo che possano cercare aiuto quando se ne sentono pronte”.
È possibile proteggersi da queste droghe?
“In America è molto commercializzata e diffusa la “smart straw” ossia la “cannuccia intelligente”. È una cannuccia antistupro facilmente reperibile su internet che permette di rilevare la presenza all’interno del proprio drink di Ketamina, GHB, Flunitrazepam e altre droghe: sostanzialmente è una cannuccia dotata di due test che diventano blu nel momento in cui rilevano ed entrano in contatto con una droga.
Una accortezza semplice, ma di grande aiuto è quella di non accettare drink dagli sconosciuti o comunque di non togliere mai l’attenzione dalla bevanda e ritirarla personalmente una volta preparata. Evitare bevande già aperte se in bottiglia e non lasciare la propria consumazione incustodita, evitare di stare in locali stipati dove il contatto fisico risulta facilitato, non stare soli in luoghi estranei e preferire le uscite con persone di fiducia
Alle vittime di questo predatore sessuale seriale dico di non sentirsi assolutamente in colpa per quanto accaduto . Le droghe somministrate a vostra insaputa sono inibitori della volontà e non è affatto facile evitare queste dinamiche . Il mio augurio è che avrete tutto il sostegno medico e psicologico necessario per tutto il tempo necessario al superamento di questo trauma”.
Giorgio Ripani









