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Dopo Fiumicino e Cerveteri la protesta degli agricoltori arriva a Ladispoli

Dopo Fiumicino e Cerveteri la protesta degli agricoltori arriva a Ladispoli, l’intervista a Guido Marini portavoce del presidio

Arriva anche a Ladispoli la protesta degli agricoltori, continua dunque l’organizzazione di attivisti e gruppi che agiscono anche in modo indipendente rispetto alle posizioni comuni. Questa mattina abbiamo parlato con il referente del presidio di Ladispoli Guido Marini.

Quali sono i motivi che vi stanno muovendo a protestare anche nei comuni e quali le ragioni della vostra protesta?

Stiamo cercando visibilità e sostegno anche nei comuni, perché abbiamo capito che questo non c’è a livello regionale e nazionale. Le ragioni delle nostre proteste sono due principalmente, vorremo l’ottenimento di un brezzo equo dei nostri prodotti, perché non è possibile che ci pagano un litro di latte 53 centesimi e noi per produrlo se spendiamo 60, non solo non ci guadagniamo ma ci stiamo rimettendo. Questo vale per tutto, la grande distribuzione ci prende letteralmente per il collo, dall’estero ci fanno concorrenza sleale, perché gli altri produttori europei hanno costi molti più bassi rispetto a noi, che non sono assolutamente di qualità come le nostre.

A proposito dei gas serra cosa ci puoi dire, visto che un monito dall’Europa passa proprio su questo tema?

L’Agricoltura mondiale assorbe 40 giga di co2 mondiale a fronte di una produzione di 10 giga di co2, dunque siamo il settore che ne assorbe di più rispetto a quelle che emettiamo. Noi tuteliamo il territorio, tuteliamo gli animali e ci additano quasi come dei criminali inquinatori seriali.

Perché venite definiti inquinatori seriali, usate pesticidi, non usate prodotti biologici?

Per esempio per produrre un litro di latte vengono usati 200 litri di acqua, ho fatto un esempio ma potrei farne altri, credo che prima di guardare noi dovrebbero rivedere il trasporto dei prodotti come viene effettuato e quanto si inquina.

Forse la scelta green potrebbe essere vendere prodotti a livello locale?

Questo non è possibile per tutti, perché alcune aziende sono all’interno delle campagne, io sto in un posto strategico e di passaggio e lo faccio i miei colleghi non potrebbero. A livello comunale potrebbero fare dei mercati territoriali, che ci aiuterebbero a vendere i nostri prodotti e dare a tutti la stessa possibilità

Quanti siete in questo presidio e che tipo di sostegno state avendo dai territori?

Siamo circa settanta aziende e per il presidio ci diamo il cambio. Il sostegno ci arriva dalla gente, a livello comunale invece il sindaco di Cerveteri ci ha detto che faranno un tavolo per capire come poterci aiutare concretamente. E’ la prima volta che noi agricoltori siamo così uniti, questa è una conquista storica anche le cooperative che producevano il latte e si facevano la guerra ora sono unite e per noi è davvero una cosa straordinaria.

Sabato è previsto un pranzo con i prodotti tipici delle aziende e noi di Baraonda andremo a visitarli

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