No all’analisi del sottosuolo. Per il Commissario ad acta si tratterebbe di uno spreco di denaro pubblico e di tempo
Cupinoro, la strada del capping è quella che si intende perseguire –
Vogliono sapere che cosa ci sia sotto il terreno della discarica di Cupinoro prima di tombare definitivamente il sito.
A chiedere un’analisi del sottosuolo alcuni rappresentanti delle associazioni ambientaliste che martedì mattina hanno presenziato, al Granarone, all’audizione con la X Commissione della Regione Lazio.
Una possibilità quella di analizzare il terreno che però necessiterebbe, come spiegato dal commissario ad acta, oltre 10mila sondaggi per un costo complessivo che supererebbe i 2 milioni di euro.
Per non parlare poi del periodo necessario ad effettuare questa operazione. Analisi o meno del sottosuolo, per il commissario ad acta una cosa è certa: «Andrà comunque fatto il capping».
E allora «perché dobbiamo perdere 5 anni e soldi pubblici? Francamente la strada che perseguirei è il tombamento».
E una buona notizia arriva, per i comuni e le associazioni, proprio dal commissario ad acta: per cercare di capire in che condizioni siano il terreno, le falde acquifere e l’aria circostante saranno effettuati dei rilevamenti, tramite Arpa, che successivamente saranno resi pubblici.
Questa – ha commentato l’assessore alle politiche ambientali del comune di Cerveteri, Elena Gubetti – è una buona notizia».
Da anni infatti amministrazioni e associazioni chiedono non solo i rilievi ma anche la pubblicazione dei dati.









