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Covid, in Italia 10.544 nuovi casi e 48 decessi: il bollettino di venerdì 19 novembre 2021

Covid, in Italia 10.544 nuovi casi e 48 decessi: il bollettino di venerdì 19 novembre 2021 –

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Covid, in Italia 10.544 nuovi casi e 48 decessi: il bollettino di venerdì 19 novembre 2021

Sono 10.544 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, ieri erano stati 10.638. Sono invece 48 le vittime in un giorno. Ieri erano state 69. Sono 534.690 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 625.774. Il tasso di positività è al 2%, in aumento rispetto all’1,7% registrato ieri. Sono invece 512 i pazienti in terapia intensiva in Italia, 9 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 39. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.145, ovvero 57 in più rispetto a ieri.

Salgono dunque i contagi e l’età media dei positivi è di 40 anni. Dei ricoverati, 70. E cresce, anche se lentamente ma in modo progressivo, l’occupazione dei posti letto in ospedale e in terapia intensiva. In corsia, anche se in percentuali minime, ci sono anche i più piccini.

“E’ necessaria una maggiore copertura vaccinale e la terza dose soprattutto per i soggetti anziani o con patologie, ma è anche necessario adottare comportamenti prudenti come l’uso della mascherine, l’igiene delle mani e il distanziamento”.  A consigliare di non abbassare la guardia, ma anzi di continuare a proteggersi nella vita che si fa tutti i giorni, è Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio settimanale della Cabina di Regia. “In Italia abbiamo ancora una situazione più ‘contenutà rispetto al resto dell’Europa, ma in crescita”, spiega. Brusaferro racconta poi di come “l’età mediana dei nuovi contagi è leggermente sopra i 40 anni, mentre quella del ricovero è vicina ai 70 anni. La parte legata ai decessi si mantiene sopra agli 80 anni”. Presentando i dati, Brusaferro spiega anche il dato sulle vaccinazioni: “Si vede la crescita della curva delle terze dosi, va sottolineato che aumentano per gli over 80, più sensibili agli effetti dell’infezione, ma anche per i trapiantati e i fragili. Da sottolineare anche la quantità di persone però che non hanno ancora fatto la prima dose: parliamo di milioni di persone tra i 30 e i 50 anni- precisa il presidente Iss- Per l’efficacia del vaccino nel mondo reale è confermata una riduzione della protezione a sei mesi per le persone tra i 40 e i 70 anni, resta elevata invece per malattia grave e ospedalizzazione”.

A livello complessivo, “la cabina di regia segnala un rischio moderato e ad alta probabilità di progredire verso scenario a rischio elevato per alcune Regioni: tutti i valori superiore a 1 portano ad un aumento della circolazione del virus. “Questo significa che è importante procedere con la prima dose – continua Brusaferro – per coloro che non hanno fatto la somministrazione, ma anche la terza dose; tutto questo unito al distanziamento, l’uso delle mascherine e l’igiene delle mani. É chiaro che le persone che sono giunte ai sei mesi dal ciclo completo e che sono fragili, devono coprire il gap di protezione con la terza dose, questo vale anche per le persone più giovani”.

Sull’aumento dell’incidenza dei contagi e il peggioramento progressivo della situazione interviene annche Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute. “I dati parlano chiaro: c’è una tendenza all’aumento dell’incidenza e una tendenza anche se graduale all’incremento del tasso di occupazione dei posti in area medica ed intensiva. Una situazione che peggiora quindi, anche se siamo al di sotto dei numeri registrati dai Paesi dell’Europa orientale e nord occidentale. Non possiamo sapere quanto peggiorerà, sappiamo però che la crescita per ora è lenta, grazie alla campagna vaccinale, ai comportamenti e agli strumenti come il green pass, ma c’è un rapido e progressivo peggioramento”. 

“Sui sei mesi di validità di Green Pass ci si era detto di aspettare questo periodo per valutare, coloro che sono in prossimità dei sei mesi dal ciclo completo sono comunque più giovani, meno a rischio quindi, diversamente dalle persone più anziane e fragili. Anticipare a meno di sei mesi la terza dose- osserva Rezza- può aiutare a contenere la circolazione dell’infezione”.

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