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Coronavirus, il 26 aprile per Grando “Non è un libera tutti”





Il Sindaco di Ladispoli richiama al buon senso per evitare un “Effetto Sardegna”

Coronavirus, il 26 aprile per Grando “Non è un libera tutti” –

“Non è un libera tutti”, avverte il Sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, intervistato questa mattina da Fabio Bellucci.

“Con un minimo di buon senso si potrebbe convivere con la pandemia – spiega Grando –, portando avanti il piano di vaccinazioni”.

“Molti stanno attendendo con ansia la possibilità per riprendere a lavorare”, aggiunge.

Il Sindaco di Ladispoli ha commentato le dichiarazioni di Draghi alla conferenza stampa di ieri sera specificando due questioni fondamentali.

La prima è che, appunto, dal 26 aprile prossimo si dovrà fare di tutto per evitare un “Effetto Sardegna” con un aumento repentino dei contagi a causa dell’abbassamento generale della guardia.

L’altro è invece il problema del presidio del territorio da parte delle Forze dell’Ordine.

“Come Amministrazione Comunale abbiamo mantenuto i contatti con le Forze dell’Ordine – dice Grando –, segnalando di volta in volta le zone a più alto rischio di assembramento”.

“Gli agenti non erano in un numero sufficiente prima della pandemia per controllare il comprensorio, figuriamoci oggi con la necessità di monitorarlo costantemente”, ha aggiunto.

“Abbiamo chiesto già a marzo scorso un aumento dell’organico e devo dire che questo è arrivato nei momenti di maggiore criticità”, afferma il Sindaco.

“Noi rimaniamo sempre con 15 o 16 agenti di polizia locale – spiega –. Siamo in attesa che la Prefettura prenda in consegna l’immobile per la nuova Questura e siamo in contatto costante con i loro tecnici”.

Grando sottolinea come un anno fa l’Amministrazione si sia data molto da fare per liberare e mettere a disposizione la struttura: “Stanno andando più lentamente di quanto ci aspettavamo”, conclude il Sindaco.

E sull’affermazione di Salvini che il 26 aprile prossimo sarà “una nuova Liberazione”, il Sindaco è convinto che il leader della Lega non volesse sminuire la ricorrenza del 25 aprile.

Claudio Lippi