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Cerveteri, vicenda Cafire: ‘scintille’ tra Ciogli e Pascucci

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Cerveteri, vicenda Cafire: ‘scintille’ tra Ciogli e Pascucci

“Mentre Moretti delle Ferrovie ha rinunciato alla decadenza dei termini, perché Pascucci non lo fa?”. La provocazione arriva dall’ex sindaco di Cerveteri Gino Ciogli. Destinatario: l’attuale primo cittadino Alessio Pascucci. La vicenda a cui si riferisce Ciogli risale al 2012 e riguarda alcuni manifesti riportanti il logo di Governo Civico Cerveteri (di cui Cerveteri faceva parte all’epoca) dove venivano citati i nomi di alcune persone, tra cui quello di Ciogli, con la parola “indagati”, relativamente alla vicenda Cafire e utilizzati anche durante una conferenza stampa tenuta proprio da Pascucci. Da qui scattò la denuncia per diffamazione.

Cerveteri, vicenda Cafire: 'scintille' tra Ciogli e Pascucci
Cerveteri, vicenda Cafire: ‘scintille’ tra Ciogli e Pascucci

L’attuale primo cittadino ha sempre preso le distanze da quei manifesti, affermando né di sapere chi ne fosse il mandante né di sapere chi li aveva affissi (erano presenti anche durante una conferenza stampa tenuta da lui come si vede in foto). Parole a cui però Ciogli non crede. Ora, però il caso dovrebbe cadere in prescrizione. L’udienza si sarebbe dovuta svolgere nei giorni scorsi ma è slittata al 25 novembre prossimo.

E per Ciogli non c’è dubbio che trascorsi i termini si andrà sicuramente verso la prescrizione a meno che il primo cittadino non decida di rinunciarvi. Dal canto suo, proprio il primo cittadino risponde alla provocazione dell’ex Sindaco: “Se lui spiega perché non ha rinunciato alla prescrizione nel processo Tidu posso fare una riflessione anche io”. “La Procura per ben due volte – ha detto Pascucci, come riportato su baraonda – ha chiesto l’archiviazione” e anche quando la controparte aveva chiesto un supplemento di indagine “la Procura ha richiesto la prescrizione”.

“Il reato di diffamazione imputatomi è relativo a manifesti con scritto indagati, una vicenda peraltro già nota in quanto pubblicata dalla stampa. Peraltro – ha proseguito Pascucci – non ho nessun legame con l’affisione. Non sono stato né l’artefice, né ero a conoscenza dell’affissione di quei manifesti. Peraltro non ero nemmeno a Cerveteri il giorno in cui apparvero. Mi incuriosisce sapere – ha proseguito ancora – sapere dove fosse la diffamazione”.

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