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Cerveteri, Progetto ERASMUS +: le emozioni dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo Giovanni Cena

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Una settimana formativa in quattro grandi nazioni europee: Portogallo, Lituania, Polonia e Turchia, ognuna con la sua storia, con le sue usanze, con i suoi percorsi.

Cerveteri, Progetto ERASMUS +: le emozioni dei ragazzi – Un’avventura in giro per l’Europa lunga più di dieci anni.

Prosegue l’intensa attività dell’Istituto Comprensivo Giovanni Cena di Cerveteri, che conferma dunque la sua vocazione internazionale e la volontà di far inserire i propri ragazzi in un più ampio contesto di studio a livello europeo.

Lo fa partecipando a quattro progetti Erasmus +, ideati e pensati alla perfezione sui ragazzi e sviluppati con un gruppo più che selezionato di partner europei.

Una settimana formativa in quattro grandi nazioni europee: Portogallo, Lituania, Polonia e Turchia, ognuna con la sua storia, con le sue usanze, con i suoi percorsi.

“Anche quest’anno grazie al lavoro prezioso del personale docente dell’Istituto Comprensivo Giovanni Cena i nostri ragazzi hanno potuto vivere quest’esperienza davvero fantastica che in totale ha coinvolto oltre 30 ragazzi – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci – un progetto che non si ferma ad un semplice breve periodo ospiti in una realtà straniera, ma che coinvolge i ragazzi per l’intero anno scolastico, con approfondimenti, lezioni e formazione sul paese del quale saranno poi ospiti”.

Cerveteri, Progetto ERASMUS +: le emozioni dei ragazzi

“In questi giorni – prosegue il Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci – grazie alla Docente Domelita Di Maggio, anche Consigliera comunale di Cerveteri, ho avuto modo di leggere le testimonianze di alcuni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto. Racconti pieni di stupore, sorpresa, ma anche emozione per l’esperienza unica che hanno vissuto e che sperano di voler ripetere anche negli anni a venire”.

Di seguito si riportano le testimonianze dirette di alcuni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto.

ERASMUS IN PORTOGALLO – di Eleonora Bracaglia

Il mese scorso ho avuto la fantastica opportunità di partecipare all’Erasmus, uno scambio culturale, ad Airas Felgueiras, una piccola cittadina vicino Porto.

Il progetto si chiama “Once Upon a Time”, io e gli altri ragazzi dei paesi partecipanti (Spagna, Portogallo,Turchia, Lituania e Repubblica Ceca), dovevamo proporre una leggenda della nostra nazione. E’ stato emozionante e appassionante poter conoscere le storie, le  tradizioni e le leggende degli altri paesi, perché mi hanno permesso di avvicinarmi alle loro culture.

I Portoghesi ci hanno portati a visitare i luoghi più belli della loro terra: Guinares, una bellissima cittadina, Santa Quiteria, una meravigliosa chiesa, la pasticceria di Paolo Lao, dove abbiamo gustato dolci squisiti, e Porto, che mi ha letteralmente incantata.

E’ stato interessante poter vedere posti sconosciuti, lontani dalla propria casa.

Noi ragazzi, trascorrevamo  le giornate  tra lezioni e visite guidate, poi andavamo a casa delle famiglie che ci ospitavano. Io e la mia compagna Mariarita, siamo state ospitate dalla numerosa famiglia di Liliana, una ragazza portoghese con  ben 5 fratelli. Sono stati tutti molto affettuosi gentili ed ospitali. Dopo solo una settimana mi sono sentita parte della famiglia. E’ stato bellissimo poter passare le serate con le mie nuove “sorelle” portoghesi.

Inizialmente per me è stato difficile  ambientarmi in quella piccola casa un po’ affollata ma, dopo poco, mi sono sentita a mio agio e ho capito che , per poter vivere bene, non è necessario avere un’abitazione grande,  lussuosa e moderna.

L’aspetto più bello del viaggio è stato poter conoscere e fare amicizia con i ragazzi di altre culture, altre religioni, che parlavano altre lingue. Ho imparato molto  da tutti loro. In una sola settimana sono diventati speciali per me, ed è stato difficile doverli salutare.

Quest’esperienza mi ha cambiato, mi ha permesso di ampliare le mie vedute, di conoscere persone nuove e visitare nuovi luoghi, assaggiare cibi diversi e viaggiare per la prima volta senza i miei genitori all’estero, e soprattutto di dipingere di nuovi colori la mia anima!

I LOVE PORTUGAL

LA MIA ESPERIENZA IN ERASMUS – di Arianna Ciorcas

Il mese scorso ho avuto l’opportunità di fare l’esperienza più bella della mia vita: il progetto Erasmus. A molti potrà sembrare un banale scambio culturale ma per me è stato molto di più: è stato il primo passo che ho fatto da sola nella mia vita. Infatti anche io e i miei compagni siamo stati accompagnata dalle professoresse, dopo le lezioni noi ragazzi dovevamo organizzarci ed essere pienamente responsabili delle nostre azioni, non c’erano mamma e papà a scegliere al posto nostro.

Questo viaggio è stato un momento importante del nostro cammino verso la maturità: imparare ad adattarci ad un diverso stile di vita, al modo di mangiare, capire com’è la situazione negli altri Paesi e non limitarsi a pensare solo al proprio Stato, sono stati elementi importantissimi in questo percorso di conoscenza.

Per me è stata una grande sfida  farmi coraggio, “prendere il cuore in mano” e partire, sapendo che da quel momento avrei dovuto contare solo su me stessa.

Devo ammettere che la Lituania è un Paese da ”invidiare”: è molto bello, con una grande storia alle spalle ed è anche molto sicuro. Qui in Italia quale madre lascerebbe andare il proprio bambino di 6/7 anni  a scuola da solo con l’autobus o a fare la spesa, senza preoccuparsi? Invece in Lituania è normale! Io all’inizio mi sono sorpresa, quasi scandalizzata, ma le mie compagne lituane mi hanno fatto capire che lì non c’è nulla da temere, anzi i bambini devono imparare a gestirsi da soli e a contare sulle loro forze.

In questa occasione ho messo alla prova anche il mio livello di inglese e le mie doti comunicative, relazionandomi con persone mai viste prima e ho sentito che la “diversità” culturale e personale, va intesa come punto di forza.

Ci vorrebbero più opportunità di questo tipo, servono molto ai ragazzi di oggi.

Sono molto grata a chi mi ha permesso di vivere questa esperienza: ho imparato davvero molto.

LA MIA ESPERIENZA ERASMUS+ – Tommaso Vaia

Penso che l’Erasmus sia una delle cose migliori ( o forse la migliore ) che una scuola ti possa offrire dal punto di vista didattico. Sinceramente appena mi è stato detto che sarei potuto partire per questo progetto, ero un po’ insicuro all’idea di andare in un altro Paese, completamente diverso dal mio.

Non ero mai andato fuori dall’Italia. I miei genitori però mi hanno detto subito che sarebbe stata un’esperienza fantastica, che difficilmente avrei ripetuto nella mia vita; così mi sono deciso e sono partito.

La mia più grande paura era quella di non trovarmi bene nella famiglia che mi avrebbe ospitato e, visto che sono un ragazzo timido, non avevo idea di come relazionarmi con loro. La paura di mia madre invece era quella che sarei “morto” di freddo, visto che il progetto si sarebbe svolto in Polonia nel periodo più rigido dell’anno ,ossia dal sette al tredici gennaio. Prima di partire mi ha raccomandato di vestirmi pesante e mi ha comprato dei vestiti adatti al clima “polare”.

Insieme a molti altri ragazzi: Portoghesi, Polacchi, Turchi e Cechi, di quattordici, quindici e sedici anni, ci siamo ritrovati nella piccola città di Tenczynek, un agglomerato urbano a trenta minuti da Cracovia, per suonare in tre concerti e abbiamo formato una vera e propria orchestra!

Io suono il sassofono da quando ho sette anni. I miei genitori mi hanno consentito di coltivare questa passione fino ad oggi. Da quando ho iniziato ho fatto molti progressi, ora suono nella banda di Cerveteri e proprio poco prima di partire ho fatto il mio primo vero concerto con l’Orchestra Bandistica Caerite. Ne sono molto orgoglioso, inoltre è stata un’emozione fantastica ed ho anche ricevuto  una pergamena per il mio esordio.

Tornando all’Erasmus, vorrei precisare che questa esperienza ha avuto momenti di puro divertimento ma anche di tanto lavoro e impegno. Infatti, prima di partire, abbiamo fatto molte prove insieme ai nostri professori di musica che sono stati molto disponibili. Abbiamo provato sia in orario scolastico che fuori e, una volta anche a casa mia, assieme al professor  Bracci che in Polonia ha fatto parte dell’orchestra suonando la tromba.

Il giorno della partenza ero molto felice perché andavo incontro ad una nuova esperienza con degli amici di viaggio molto simpatici. Ero tanto emozionato e anche molto assonnato, visto che, per arrivare puntuali all’aereoporto di Ciampino, ci siamo svegliati alle quattro del mattino.

Una volta arrivato in Polonia sono rimasto stupito della quantità di neve presente ovunque, non ne avevo mai vista così tanta! Siamo andati subito nella  scuola Podstawawej im.  Wladyslawa  Jagielly, dove l’accoglienza è stata molto calorosa; c’è stata un’esibizione di danza e abbiamo conosciuto le famiglie che ci avrebbero ospitato.

 Ho subito notato che noi ragazzi italiani conoscevamo meglio la lingua inglese rispetto ai Polacchi, ma devo anche dire che non è mai stato un problema capirci.

La famiglia che mi ha ospitato mi ha trattato molto bene e mi sono sentito sempre veramente a casa. Penso che i Polacchi , dal punto di vista dell’accoglienza, siano i migliori, tutto sommato sono molto vicini a noi Italiani per cultura, abitudini e religione.

Avevo una camera tutta mia,  con una finestra che si affacciava verso un’immensa distesa di neve; non mi è mancato nulla e cercavano sempre di accontentarmi anche dal punto di vista alimentare, il che francamente non è facile.

La mattina mi alzavo alle sette e un quarto. Facevo colazione  e andavo a scuola. Facevamo le prove fino all’ora di pranzo e poi tornavamo  a casa. Nel pomeriggio tornavamo a scuola oppure la famiglia ospitante organizzava uscite e incontri con gli altri ragazzi.

Abbiamo fatto tre concerti: uno nella scuola per tutti gli studenti frequentanti, un altro nella chiesa del paese Parafia sw. Klasztor Karmelitòw Bosych ( monastero dei  Carmelitani ), situato sulla cima di una collina, ovviamente completamente innevata!

Ho visitato luoghi fantastici. Ho fatto una passeggiata di notte , sulle colline e nei boschi del posto, su una slitta trainata dai cavalli: è stato un momento magico, uno di quelli che si ricordano per tutta la vita. Sono andato per ben due volte a Cracovia, una città bellissima, molto antica, ricca di chiese e monasteri che testimoniano la grande fede religiosa del popolo polacco.

Insomma che dire, L’Erasmus è un’opportunità che ti fa crescere sia dal punto di vista culturale che umano. Ti fa capire che il mondo non finisce nella realtà in cui vivi ma è molto più vasto, ricco di culture e tradizioni diverse.

Penso di essere cambiato come persona dopo questo viaggio, sono più aperto e desideroso di conoscere il mondo e sarei molto felice se in futuro fosse possibile ripetere una esperienza del genere, Mi piacerebbe incontrare nuovamente i ragazzi conosciuti in Polonia e spero molto che questo, in futuro, sia possibile.

Il mondo mi aspetta!

MOBILITA’  IN TURCHIA ( 24/03/2019) – Dragusanu Alexandru

La mia esperienza Erasmus in una parola? Fantastica!

Sono partito il 24 marzo insieme alle docenti della scuola primaria e a tre compagne .

A tredici anni non è facile lasciare il proprio Paese, perché ti fai tantissime domande e provi molta ansia, però hai pure tanta voglia di conoscere il mondo.

Una volta arrivati ad Anamur, la nostra destinazione, tutte le mie preoccupazioni sono sparite perché mi aspettava una famiglia molto accogliente, con tanta voglia di ospitare, che mi ha fatto sentire uno di loro.

Il primo giorno abbiamo presentato agli studenti del posto la nostra scuola, insieme ad altri ragazzi venuti dalla Lituania, dalla Polonia , dalla Germania e dal Portogallo. Siamo stati benissimo, abbiamo stretto tantissime amicizie fra noi, conosciuto le tradizioni turche e perfino imparato a ballare.

I giorni seguenti siamo andati a visitare Anamur, tra moschee,  paesaggi meravigliosi e un mare cristallino.

Non dimentico l’Anemurium, che ricorda un po’ la nostra Banditaccia.

Il bambino che mi ha ospitato, che ormai per me è come un fratello, si chiama Mehmet e ha undici anni. Abbiamo legato moltissimo e fatto tante cose insieme. Nonostante lui  non parlasse bene l’inglese, ci siamo capiti benissimo. Ci tengo a precisare che lui, la sorella e i genitori, sono stati eccezionali e nella loro casa mi sono sentito come nella mia. E’ stata veramente un’esperienza unica e indimenticabile, ricca di emozioni, che mi ha fatto crescere tantissimo.

Vorrei ringraziare di cuore chi mi ha dato l’opportunità di partire per questo viaggio meraviglioso.

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