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Capodanno a Ladispoli, Emis Killa dice la sua sul cachet

Capodanno a Ladispoli, salta anche il consiglio comunale. Governo Civico accusa l’amministrazione di non voler dare spiegazioni sui 345mila euro

Non si smette di parlare del Capodanno a Ladispoli e del concerto, ormai annullato, di Emis Killa. Dopo lo sfogo delle scorse ore, il rapper è tornato a parlare sui social e questa volta si è concentrato sul fantomatico cachet che avrebbe percepito. Il cantate ha fatto capire di non aver percepito assolutamente un cifra tanto alta. Ecco le sue parole: “Mi spiace se le mie storie tra ieri e oggi sembreranno ripetitive, Ma oltre che leggere un sacco di fesserie in giro sono a letto col Colvid e quindi ho un sacco di tempo da perdere. Pertanto visto che abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno. Perché si parla di €200.000 di compenso artisti?”

“A regà – continua l’artista milanese – non posso parlare anche per Gué pequeno poiché i suoi cachet sono giustamente affari suoi, ma vi garantisco che se il compenso per i miei show si avvicinasse solo alla metà di quella cifra non mi prenderei una pausa dal tour nemmeno se avessi la peste bubbonica”.

Capodanno a Ladispoli, Emis Killa dice la sua sul cachet

Intanto la battaglia è arrivata anche tra i banchi della politica e i consiglieri di Governo Civico trovano sospetto l’annullamento del consiglio comunale previsto per il primo dicembre. Ecco cosa hanno scritto in una nota i consiglieri Garau e Ciarlantini: “Consiglio comunale annullato, sarà un caso? Oggi 28 novembre il Presidente del Consiglio comunale, comunica che il consiglio comunale del 1 dicembre, concordato il 17 novembre in riunione dei capigruppo, è annullato “causa indisponibilità  della segretaria generale”. Erano all’Odg mozioni ed interrogazioni di estremo interesse. Abbiamo la netta sensazione di un “becero ostruzionizmo all’azione dell’opposizione”.

“Non si accetta il confronto in aula per evitare di dare spiegazione ai cittadini, della folle spesa di 345.000,00 euro di soldi pubblici per qualche ora di spettacolo, con “artisti” che inneggiano alla violenza, specialmente sulle donne, e che, pubblicamente ammettono di spendere 5.000 euro mese su chat porno, così come evitare di rispondere a tante altre interrogazioni presentate”.

“Una amministrazione con un po’ di buonsenso dovrebbe dimettersi in massa” concludono i 2 esponenti dell’opposizione.

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