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Berrettini e quelle caratteristiche che lo rendono “adatto” a Wimbledon

Dal 2019 a oggi, Matteo Berrettini, ha perso sui campi in erba solo 3 partite a fronte di 32 vittorie. Questo dato statistico impressionante offre l’idea di quanto questa superficie sia ideale per il campione romano. E con alle porte il mitico Championship di Wimbledon è più che necessario capire perché Berrettini può essere più che un outsider. Problemi fisici permettendo, una serie di infortuni che lo hanno limitato tantissimo in questi ultimi dodici mesi, Berrettini esprime proprio sull’erba il suo tennis migliore grazie alle proprie caratteristiche fisiche e tecniche che vengono esaltate da questa superficie. Inoltre lo Slam inglese è uno dei più prestigiosi al mondo, e dunque quale occasione migliore per ritornare in sella e riprendersi quel ruolo da protagonista della racchetta che merita? Attualmente le scommesse su Wimbledon suggeriscono che è proprio il tennista romano, dopo Novak Djokovic e Carlos Alcaraz, l’atleta più quotato per la vittoria finale del torneo. Un attestato di stima anche degli addetti ai lavori che fa comprendere quando Matteo sia un tennista temuto dagli avversari e tecnicamente tra i più validi al mondo.

Berrettini: i campi in erba esaltano le sue caratteristiche

Ormai lo sanno anche i muri: i punti di forza di Matteo Berrettini stanno in un servizio potentissimo e in un micidiale dritto. Ma c’è molto di più nella tecnica e nelle caratteristiche di Matteo. Il tennista romano ha imparato a gestire al meglio anche il rovescio, dimostrando grande confidenza anche con questo fondamentale. E tanto in fase difensiva quanto nella preparazione di una discesa a rete. Qui dove spesso mancava, infatti, si è migliorato, certo non raggiungendo ancora la perfezione e facendone il suo punto debole ma la crescita è evidente. Vero è che sui campi in erba si preferisce giocare in velocità e rapidità ma Matteo ha saputo migliorarsi nel gioco sotto rete facendone un elemento chiave del suo gioco.

Quello di Wimbledon sarà un torneo fondamentale per il suo 2023, ancor più perché torna dopo due anni dall’ultima partecipazione al torneo inglese che è coincisa anche con una mitica finale contro Djokovic. Per la prima volta in 144 anni di storia del torneo un italiano ha raggiunto questo risultato ma in quell’occasione il campione serbo si impose per 3-1 e di certo Berrettini vorrà riprendersi la sua personale rivincita.

Ad ogni modo l’erba di Wimbledon può essere davvero il campo perfetto per Berrettini. Un campo dove la palla viaggia molto velocemente e in maniera quasi imprevedibile. Caratteristiche che rendono gli scambi neanche troppo lunghi, andando a gravare meno sui fisici degli atleti. Berrettini dovrà dunque sfruttare tutte le fasi di attacco per difendersi dal suo punto debole, una mobilità laterale meno reattiva rispetto agli avversari. Questo gli fa scoprire il fianco di fronte ai colpi in risposta degli avversari. Ma, ancora, quello che sappiamo di Berrettini, e di cui tutti gli appassionati italiani di tennis sono consapevoli, è che in campo non c’è un attendista ma un atleta che vuole prontamente spaccare la gara. E questa forse è la sua arma migliore.

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