“Non siamo noi a dover giudicare, dovremmo avere rispetto e solidarietà per una persona che ha speso la vita sul fronte della scuola”

“Desidero intervenire sul caso del collega sospeso per aver preso un provvedimento disciplinare nei riguardi di un alunno iperattivo. Nessuno di noi è parte in causa non abbiamo atti e prove e non siamo giornalisti che cercano lo scoop inventando oppure persone che non hanno alcuna preparazione tantomeno rispetto per gli altri e parlano per coprire le loro fragilità e colpe. Le mie considerazioni non sono sul merito perché, e lo dico per esperienza personale, la gogna mediatica inquina tutto e rischia di distruggere la vita delle persone”.
Così il dirigente scolastico Velia Ceccarelli.
“Un dirigente scolastico – aggiunge – deve fronteggiare ogni giorno decine e decine di problemi. Accogliere i genitori, supportare i docenti che sono continuamente attaccati dai genitori, parlare con gli alunni e con tutti gli stakeholders. Rispondere alle continue pressanti richieste del ministero. Fare bandi, gare, acquisti e tutto con poche risorse e tante responsabilità amministrative, civili, penali e contabili. Nel caso specifico il collega in questione ha anche una reggenza dunque due scuole da dirigere. Voglio solo difendere a gran voce la nostra categoria vessata dal basso e dall’alto e ricordare a tutti che per fare il giudice c’è bisogno di una laurea in giurisprudenza (possibilmente presa studiando) superare un duro concorso in magistratura e fare almeno 18 mesi di tirocinio”.
“Non siamo noi a dover giudicare – conclude – dovremmo solo avere rispetto e solidarietà per una persona che ha speso tutta la sua vita sul fronte della scuola e impegnandosi al massimo senza mollare mai sicuramente facendo errori come qualsiasi umano! E un grande applauso per chi nella scuola ci ha messo sempre la faccia”.









