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Anche Santa Marinella ricorda le Foibe

Celebrata la solennità organizzata dall’amministrazione comunale rappresentata dall’assessore Roberto Gaetani

Anche Santa Marinella ricorda le Foibe –

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno.

Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92,  vuole «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Anche Santa Marinella ricorda le Foibe
Anche Santa Marinella ricorda le Foibe

Presso il Parco Martiri delle Foibe si è celebrata la solennità organizzata dall’Amministrazione Comunale di Santa Marinella rappresentata dall’Assessore Roberta Gaetani , alla presenza di Autorità Civili, Militari, Religiose e scolaresche.

“Grazie di essere intervenuti oggi 10 febbraio 2020 – ha detto l’assessore Gaetani – giorno del ricordo. Questa amministrazione vuole vedersi impegnata in quella che è la conoscenza dei tragici eventi determinati dalla guerra puntando i riflettori sui drammatici fatti legati alle Foibe.

Le foibe sono delle gole  a forma di imbuto rovesciato,  ad oggi le Foibe riconosciute sono 48,  17 mila le vittime infoibate e 350000 gli italiani costretti ad abbandonare le proprie case e le proprie radici.

Sono convinta che nessuno di noi può soffermarsi su questi numeri senza riflettere e senza rimanere profondamente scosso. 

Ascoltavo proprio ieri sera la testimonianza di uno degli ultimi testimoni che con i propri occhi ha potuto vedere i postumi di questa tragedia.

Ma Cosa vuol dire ricordo,  ricordare vuol dire rendere Giustizia a tutte quelle persone che sono state vittime di questa pulizia etnica solo per il fatto di essere italiani.

Che cosa vuol dire non dimenticare? Non dimenticare significa  suggellare i valori di uno stato liberale e democratico , di un’Europa solidale e pacificata, di un mondo multilaterale e dialogante”.

Ragazzi,  la parola chiave è “dialogo”, dialogare vuol dire confrontarsi, riflettere, approfondire,  non fermarsi mai alla superficie. Troppe volte in un passato anche recentissimo i popoli sono precipitati in pagine e capitoli bui della nostra storia e attenzione perché il pericolo che tali drammatici eventi possano verificarsi non è scampato, se non si viene a creare una coscienza e una conoscenza universale condivisa solidale.

Non si può ricordare senza riflettere, senza approfondire, senza conoscere e senza studiare. È compito delle istituzioni, ma di ognuno di noi cittadino della società civile,  renderci testimoni nei confronti di voi giovani anche degli episodi più brutti e più tragici della nostra storia nazionale e internazionale per creare così insieme una coscienza /conoscenza universale di consapevolezza.

Questo è il solo strumento che abbiamo per far sì che tali episodi non vengano mai più a ripetersi! Tali brutalità non devono accadere  di nuovo, questo è il nostro compito, ma anche il vostro compito.

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