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Agresti: “Sono innocente, provo pietà per chi mi ha denunciato”

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“Ho sempre avuto fiducia nella giustizia umana, e mai ho avuto dubbi sul riconoscimento della mia innocenza “

Agresti: “Sono innocente, provo pietà per chi mi ha denunciato”-

” Ho sempre avuto fiducia nella giustizia umana oltre che in quella divina, che è molto più dura e più certa, e mai ho avuto dubbi sul fatto che il risultato sarebbe stato il riconoscimento della mia innocenza “

“Per questo Natale ho avuto un regalo: la liberazione, con il riconoscimento da parte del Pubblico Ministero e del Giudice per le Indagini Preliminari della mia assoluta innocenza ed estraneità al reato ascrittomi, il 609 bis e ter del Codice Penale.”

Agresti: "Sono innocente, provo pietà per chi mi ha denunciato"
Agresti: “Sono innocente, provo pietà per chi mi ha denunciato”

“Ho sempre avuto fiducia nella giustizia umana oltre che in quella divina, che è molto più dura e più certa, e mai ho avuto dubbi sul fatto che il risultato sarebbe stato il riconoscimento della mia innocenza, ma non nascondo che, quando sono stato incriminato, ho avuto vergogna di raccontarlo a mia moglie ed ai miei figli, i quali, però, si sono messi a ridere di questa ennesima denuncia.”

“Provo pietà per chi mi ha denunciato per un reato schifoso che solo chi abbia una mente malata può immaginare”

“Provo pietà per il suo modo di vivere senza sorrisi, esprimendo il suo odio verso chi svolge, semplicemente e con dedizione e passione, il proprio lavoro di servo dello Stato. Provo pietà per quel livore che lo ha portato a questa terza denuncia da quando la “figlia” è stata portata via da un’altra Scuola per iscriverla alla “Melone”, dove ha trovato un ambiente prezioso e ricco di amore”.

“Comprendo bene anche il motivo per cui molti eccellenti dirigenti scolastici si chiudano nel proprio ufficio; non ricevano nessuno, se non dopo il controllo di filtri strettissimi; non si mettano mai in gioco ed evitino qualsiasi novità per rendere felice chi studia. In effetti i dirigenti scolastici non sono i “padroni” della Scuola e non traggono profitti dalla crescita della Scuola diretta: siamo tutti dipendenti statali che percepiscono il proprio stipendio sempre uguale, sia che la Scuola cresca, sia ambita, vi si lavori bene, induca gradimento e crescita per i ragazzi, sia che vada a scatafascio e diventi l’origine dell’odio per la cultura”

“Per quale motivo rischiare la macchina del fango per offrire istruzione ai figli degli altri?”
“Li comprendo, ma non li condivido e la loro reazione di difesa serve solo a loro. Ma io credo nella Scuola e non voglio che sia un luogo di tristezza.”

” Chiederò ancora a Babbo Natale di abbracciare i bambini nella nostra Scuola per vedere i loro occhi illuminarsi e risponderò con un sorriso e con pietà a chi ancora vorrà gettarmi fango addosso.”
“Buon Natale a tutti, anche a chi mi odia e desidera il mio male.”

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